Tuesday, March 09, 2010

BAMBINI



Sto sempre più cambiando. In meglio dicono alcuni mentre altri non condividono proprio. Amo gli altri, quegli "altri". Mi danno speranza.
Ho avuto sempre ed ho terrore dei cambiamenti.
Ritengo opportuno non divagare ed andare al racconto perchè, appunto, di racconto, di un altro racconto, si tratta.
Ieri ero a Bologna.
Un freddo cane condito da una leggera pioggerellina che ogni tanto inzuppava gli abiti di quelli che, come me, hanno pensato: "Ma dai! non pioverà mica?" ed invece....

Sono uscito da poco da un supermercato ed avanzo a passo lento per una di quelle strade della periferia che rendono Bologna ancora più adorabile. Una strada, con un piccolo marciapiede a contatto con dei giardinetti: vuoti proprio per il freddo.

Dal senso opposto vedo giungere una giovane donna con una busta in mano che spinge una carrozzina con un bambino di qualche anno affogato all'interno di un piumino con cappuccio. Un piccolo "Michelin" rosso che riusciva
appena
a girare la testa. E girava la testa verso il fratello alla sua destra, un bel bimbetto di circa cinque anni.

Questi aveva alla vita un cinturone con una fondina tipo Old West ed in mano una pistola giocattolo, a tamburo, che puntava dritta contro il fratellino ed intimava a questi: "Altolà vecchio zeien puzzone! Sssòccia! Mi volevi colpire con la tua frezzia avvelenata e mò io ti uzzido". Clich! Clich! Clich!

Bellissimo! Ma riusciresti mai ad immaginare un cowboy che parli con un forte accento bolognese? E se fosse vero riuscirebbe mai quel cowboy ad uccidere? Assolutamente no, credo.

Piove ancora e dicono che continuerà a piovere per tutta la settimana.
Sssòccia!!! Maledetta "piozzia"!

Continuo a camminare e ripetendo innumerevoli volte la frase del giovanissimo cowboy sorrido e sorrido ancora e con ciò sconfiggo quella puzzosa


NAUSEA
:-)

Sunday, March 07, 2010

CATANIA



Ho già scritto un post su questa città, "Gli altri siamo noi" del 2.2.2008, ed oggi ritorno sull'argomento ed, in particolare, su quella gente. Gente incredibile, assurda, assurdamente irreale, impossibile ma da crederci.
A me è successo e, mi dicono, che normalmente così succede da quelle parti.
Ma procediamo con ordine.

Ho un appuntamento di lavoro a Catania e lì devo recarmi per discuterne i punti e, soprattutto gli interessi. Decido di raggiungere la città in aereo e lì affittare un'auto per muovermi ma già sull'aereo mi viene in mente il traffico di quella città, l'impossibilità di trovare un parcheggio, come raggiungere il mio indirizzo.
No! E' meglio e più opportuno prendere un taxi.
Dopo meno di un'ora di volo atterro a Catania e già quella pista mi mette i brividi.

Non ne ho la competenza ma ho sempre sostenuto che quella pista sia, come dire, un po' "piccola". Me lo fa pensare la frenata brusca al momento dell'atterraggio e l'urlo dei motori che frenano l'aereo. Ciò, ad esempio, non succede a Roma o a Milano dove, credo, quelle piste sono, come dire, "normali" più lunghe, insomma.

Comunque! Prendo il mio trolley ed esco fuori e, sorpresa, non c'è un taxi. Chiedo ad un signore lì del posto che mi risponde gridando "Ciù spiassi a Stancanelli!!" - lo chieda a Stancanelli -. Dallo stesso signore apprendo che Stancanelli è il sindaco, poco amato a dire il vero, ed i tassisti sono in sciopero per un disegno comunale sulla categoria.

"Pigghiassi u 457!" - prenda il 457 - continua ad urlare il brav'uomo cercando di allungarsi il braccio all'inverosimile per indicarmi da dove l'autobus di città, il 457 infatti, partiva. Ma si! prendo l'autobus!

Un euro il prezzo del biglietto dall'aereoporto al centro città contro gli undici di Roma, i sette di Milano e i sei di Bologna ad esempio. Mica poca la differenza!

Il bus sembrava che mi stesse aspettando ed infatti, dopo essermi seduto, con un forte strattone è partito.

Debbo raggiungere via Lorenzo Bolano e so che si trova nella parte nord della città. Dopo qualche minuto chiedo quindi ad una signora sessantenne, lì sull'autobus, se poteva indicarmi qualche altro bus da prendere per giungere in quella via. "Ascutassi, è facili! Appena arriva a femmata i via Etnea, issi chiù avanti e pigghiassi u 25!" - mi ascolti. E' facile! appena arriva alla fermata di via Etnea, vada più avanti e prenda il 25 - Disse quella signora agitando il palmo delle mani, muovendo gli occhi al ritmo delle labbra e...gridando come se qualcuno l'avesse avvisata, sbagliando, che ero sordo. "Ma picchì a via Etnea? Nun'è megghiu che scinni a Stazioni e pigghia u 431 cu porta rittu rittu a via Bulanu?" -Non è meglio che scenda alla Stazione e prenda il 431 che lo porta dritto dritto in via Bolano? - Chiede, gridando, un'altra signora alla prima! "Giustu! anchi u 431 è bonu. Quannu passa!!!" - Giusto! anche il 431 è buono. Quando passa! - dice la prima facendo intendere che i tempi non sono proprio rispettati e comunque lunghi ed aggiunge "Sintissi a mia: u 25 u potta o capolinea e ddà po piggiari u 525 oppuru u 628. Tutti boni su!" -mi ascolti: il 25 lo porta al capolinea e lì potrà prendere i 525 oppure il 628. Sono tutti buoni! - . Ad eccezione del 457 tutti gli altri autobus sono da me indicati a caso non potendone ricordare esattamente i numeri.


"Puvireddu! Chistu stasira arriva!" - poveretto! questo qui arriva stasera! - grida sconsolato un signore rivolgendo lo sguardo a mo di preghiera al tetto del pullman ed avendo attirato la mia attenzione, con voce calma, rauca e, comunque, sempre con alto volume mi dice: "Ora lei scinni a stazioni e pigghia u 67...." - ora lei scende alla stazione e prenda il 67... - "Ma picchì? picchì?" - ma perchè? perchè? - grida la seconda signora rivolta al signore che viene investito come da una imprecazione. "U 67 passa per piazza Indipendenza e nun arriva mai!!!!! Lei" rivolgendosi a me "ava a piggiari u 25....."

L'autobus all'improvviso, nervosamente, sposta a destra. Si ferma. "Giovanottoooo! Lei av'arrivari in via Bolano?" grida un omone poco più che cinquantenne, di circa un quintale, l'autista. Accenno un si con la testa. Con la mano mi fa cenno di aspettare e di avere fiducia in lui.

Come una sentenza della Cassazione quell'invito viene anche condiviso dal resto dei passeggeri che con sorrisi e cenni del capo condividono la decisione dell'autista.

L'autobus riparte e quell'uomo inizia ad armeggiare con il proprio telefonino. "Pippoooo! Unni si? Moviti ddocu!" - Pippo dove sei? aspetta lì? - Dallo specchieto mi fa cenno di avere fiducia. Nel bus ora c'è solo un brusio molto ben tollerabile.
Dopo qualche minuto arriviamo alla stazione ferroviaria. Il 457 si avvicina ad un autobus. "Pippooo! Lassalu in via Bulanu!" - Pippo! Lascialo in via Bolano! - grida l'autista al collega indicando me. "Scinnissi e issi 'nno collega!" - Scenda e vada con il collega -.

Ringrazio quell'uomo e voltandomi ringrazio con un cenno del capo le signore che rispondono con un sorriso soddisfatto al mio saluto.

Saluto con un cenno del capo anche al signore che pregava rivolto al tetto del bus che mi risponde come infastidito con un "Uummh!" ed un cenno della mano.

Salgo su quel pullman e l'autista mi chiede: "Esattamente lei unn'ava ghiri?" - esattamente lei dove deve andare? -. Indico la sede della società. Dopo circa un quarto d'ora l'autobus inizia a rallentare, piano, sempre più, sino a fermarsi. "Arrivato! Scinnissi" - Arrivato! Scenda - .

La mano di Pippo l'autista mi indica la sede della società.
Un cenno del capo ed un sorriso privo di qualche premolare è la risposta al mio "Grazie".


Non posso fare a meno di notare che dove sono sceso non c'è fermata del bus e che l'ingresso alla società è troppo stretto altrimenti Pippo sarebbe entrato con il bus sino alla porta.

Una cortesia in più di Pippo nei miei confronti. Una cortesia per una persona che Pippo non conosceva prima.

A Catania è tutto rumore, grida. Rumore solare che forse disturba ma che dà calore. Grida civili che fanno bene al cuore, riscaldano e non danno


N A U S E A

:-)

Friday, January 01, 2010

AUGURI DA BOLOGNA


Ci sono città nel mondo, poche a dire il vero, da considerare bomboniere per come si presentano al turista, per come la gente lo accoglie e lo ospita.

Bologna è una di queste. Bologna è una bomboniera.

Ho trascorso la notte del 31 dicembre in Piazza Maggiore, dove, su di un lato, era allestito un palco da dove suonavano e cantavano le glorie della nazione: Lucio Dalla, i Negrita e qualche altro ancora dei quali non ricordo il nome ma senza, perciò, farmene una malattia.

Lucio, alla tastiera, inespressivo, quasi annoiato, superiore, a parer mio con l'espressione facciale ormai paralizzata da massicce dosi di botulino, cantava le canzoni che hanno già visto il trascorrere di intere ere geologiche, mentre dietro, proiettato su di un muro del palazzo, un enorme orologio digitale scandiva il tempo, ormai i pochi minuti, che segnalava l'avvicinarsi del nuovo anno.

Meno 3, meno 2, meno 1........AUGURI !!!

Un'esplosione di gioia e di brindisi e di felicità invade la piazza tutta. Una gioia falsa, a mio parere, fatta di risate artefatte, una gioia falsa perchè per la notte di capodanno si deve essere felici e gioiosi e ridere dell'evento e per l'evento.

Al centro di Piazza Maggioere, due grandi gruppi, di circa un centinaia di persone, cercavano di attirare, riuscendovi, l'attenzione su di loro. Il primo un gruppo di nordafricani, tusinini, marocchini, algerini - tanto sono tutti uguali quanto incivili - gridavano al mondo intero la loro gioia con bottiglie di spumantaccio nelle loro mani, il secondo fatto da cingalesi o mauriziani o indiani - tanto sono tutti uguali quanto inutili anche loro - cercava un sorriso condiviso da noi ormai sparuti indigeni.

Per la loro gioia, ai salti facevano seguire un lancio di bottiglie vuote, prima al centro della piazza poi verso qualche vetrina incrinandola, ma ciò era gioia, divertimento, quell'inarrestabile voglia di vivere.
Ma Bologna non sembra più una bomboniera, non lo è più, ma mi pare più la medina del Cairo o di Tunisi o di Algeri - tanto sono tutte città uguali e luride -.
Peccato!
E poi, dopo le risa o con le risa, vomito ed ancora urla e
N A U S E A
:-)

Sunday, October 11, 2009

SANTI, NAVIGATORI E...BUOI



E' vero, facciamocene una ragione! Non possiamo fare a meno nè di santi nè di navigatori e, men che meno, di eroi. Più che di un nostro costume si tratta, ne sono certo, di un gene che ci portiamo dentro il nostro, di noi italiani, DNA.

Un gene maligno, infido, cattivo e, soprattutto, assolutamente inutile. Un gene che trova allocazione, probabilmente, dentro una spira elicoidale a se stante dell'acido del nostro organismo, una spira staccata dal resto della catena ma che ne influenza l'architettura.

Di chi voglio parlare? Ma dell' "eroe" di oggi, di Vittorio Arrigoni. Uguale agli altri e, come gli altri, assolutamente inutile. Inutile come Simona Pari e Simona Torretta - le vispe terese -, come Gabriele Torsello, Jolanda Occhipinti eccetera eccetera eccetera. Ho già scritto di questo "bestiario" e non è il caso ripetersi.

Da un po' di tempo seguo il blog del nostro - http://guerrillaradio.iobloggo.com/ - ed oggi ritengo di essere in grado di potere scrivere qualcosa al riguardo. Sino a qualche giorno addietro il nostro eroe si trovava in una delle zone più calde del pianeta, la striscia di Gaza, ma non ho capito cosa faceva di concreto da quelle parti.

Erano i tempi dei bombardamenti israeliani, dell'operazione bellica denominata "Piombo Fuso" e Vittorio era lì , a Gaza, assieme ad attivisti per i diritti umani dell'ISM - altri sfaccendati ma occupati nel sociale - a correre dentro autoambulanze, a portare soccorso ai feriti - che genere di soccorso? - ad aiutare la popolazione palestinese "vittime della violenza della guerra", ad agitarsi come chihuahua presi dal freddo, ad affrontare i cecchini ebrei che, ad onor del vero, sono un tantino scarsi di mira non riuscendo a beccare un bersaglio tanto grosso come il nostro "bue".

E tra una corsetta su di una autoambulaza, una gita ai confini con le colonie israeliane ed un viaggetto su di un peschereccio palestinese per farsi sparare sempre dagli stessi cecchini - un tantino meno scarsi dal momento che sono riusciti a "beccare" sulla lombata il bovino di cui si parla - scrive! Scrive per "Il Manifesto" a cui manda i suoi articoli grondanti di lacrime tanto quanto truculenti per il sangue e la prolissità!

Per dare corpo agli articoli, sempre uguali e monotoni, cosa c'è di meglio che parlare e descrivere il "pianto dei bambini", l'orrore per "la morte dei bambini" Ah! i bambini! Quante copie in più riescono a vendere "i bambini" e le loro sofferenze. E se i bambini sono morti per azioni belliche ed il nostro manzo ne pubblica le foto evidentemente le vendite aumentano.

Vittorio lo sà e ci torna su volentieri e con sempre più frequenza. Le foto del suo blog documentano la morte. Ma la guerra è la guerra e la morte fa parte del "giuoco" e del business, aggiungo io da cattivo e realista quale sono.

Ed adesso il nostro mammifero, leggo dal suo blog, è ritornato in Italia e la voglia di parlare e scrivere di qualcosa non gli è venuta meno.
Di che si può scrivere allora se qui in Europa guerre non ce ne sono? Ci vuole una idea nuova! Vediamo! di Berlusconi! Ma si! Ed ecco l'ultimo suo post "
Italiano? pizza mandolino e berlusconi mafioso". Originale e, soprattutto, nuovo! Come nuovo è il sigillo al termine di qualsiasi idiota articolo di Vik "bull" Arrigoni: Restiamo umani.

Vorrei consigliare a Vittorio alcuni temi per i prossimi suoi articoli. Temi non sfruttati e di sicuro interesse:
1- La fame nel mondo;
2- il clima e l'effetto serra;
3- la mafia;
4- la pace nel mondo;
5- la scomparsa delle mezze stagioni;
6- strano! Non mi viene in mente altro!

Terribilmente stupido, inutile e
NAUSEANTE
:-(

Sunday, September 20, 2009

ONORE E GLORIA

Sei paracadutisti della Folgore, in Afghanistan, sono morti dilaniati da un attentato kamikaze. Sei ragazzi non ci sono più!

Questi i fatti, nudi e crudi.
Le parole, le parole vuote, pompose ed astratte lasciamole ai tromboni di Stato che da qui a poco riempiranno le pagine dei giornali e le televisioni.
Molti hanno scritto che per questi giovani il loro compito specifico su quel territorio, fatto di deserto, di montagne e di oppio, era di contribuire al processo di pace e di democrazia.

Non ci credo perchè non è così!

Quei sei poco più che ragazzi erano uomini che avevano rovistato tra i pochi sacchi di rifiuti alla ricerca di un lavoro.
Come sempre accade nel sud Italia, hanno trovato solo alcune uniformi ed allora hanno scelto quella a loro più consona, più congeniale , più elegante se vogliamo! Si sono vestiti da parà della Folgore.

Con quell'uniforme hanno cercato di realizzare qualche sogno: un matrimonio, una famiglia, una casa.

Ma anche i sogni hanno un prezzo che va pagato con denaro, solo con il denaro. ed un po' di denaro in più arriva dalle missioni all'estero; in Iraq, in Afghanistan, in Kosovo, in Libano.

Ma oggi quei sei ragazzi non ci sono più ed in compenso sfileranno, dietro le bare, i tromboni di Stato con il loro dolore finto dipinto sui visi, le voci rotte dalla vecchiaia più che dall'emozione, la loro retorica e le televisioni del dolore, che agiteranno i loro obbiettivi alla ricerca di una lacrima, di un pianto, di uno svenimento.

I soliti idioti che a suo tempo scrissero "10.100.1000 Nassirya" oggi hanno scritto "- 6". Pezzenti! Miserabili idioti! Di loro non resterà null'altro che il fastidio della loro presenza.

Ma mi colpisce e mi offende la frase di un sacerdote, un uomo di chiesa "... non sono altro che mercenari". Smetto. Ho

NAUSEA

Friday, July 17, 2009

BREVI VACANZE


Sono tornato, Sono tornato, proprio ieri, da un brevissimo periodo di vacanze in una delle zone più popolate di turisti, soprattutto italiani, di tutto il pianeta Terra; Sinai, territorio estremo sud, Sharm el Sheik.

Sharm el Sheik! strano non mi sono mai interessato a cosa significhi realmente questo nome arabo. Anzi, la cosa non mi interessa per niente!

Quando mi dicevano che sembra nuotare dentro ad un acquario non ci credevo. Non potevo credere che un Dio, una qualsiasi divinità, abbia potuto abbandonare un simile angolo paradiso a..... a..... ad arabi, a mussulmani. Chissà perchè?L'hotel, il mio hotel era enorme, e pieno di....Russi. Italiani? sette in tutto: compreso me, s'intende!

Dopo i primi due giorni di sole e di immersioni viene voglia di fare qualcosa di nuovo, di diverso, ed ecco che la Tourist Menager dell'Hotel, una ragazzotta italiana con un marcato accento toscano, mi mostra una brochure per la visita al...l'acquario di Allah! (sic!) Una zona un po' più a sud da raggiungere con una imbarcazione ed in cui immergersi per vedere veramente un paradiso. Bello! Veramente bello!

Sull'imbarcazione eravamo circa una trentina di persone, tutti italiani, di tutt'Italia. C'era un siciliano, catanese credo, che sapeva apprezzare i luoghi solo se fumava. Fumava sempre, di continuo: credo che non sia entrato dentro la barca per il pranzo perche....fumava.

Un bambino, un bergamasco, non batteva neanche le palpebre per non perdere di un microattimo lo spettacolo che i pesci coloratissimi a pelo d'acqua offrivano. Ed allora gridava verso i genitori come un forsennato "Guarda quello lì, mamma mamma guarda quello giallo" sbatteva i piedi, agitava le mani, sembrava che la sua anima volesse abbandonare il corpo ormai stretto.

Una signora, una milanese, girandosi verso di me ed indicando il mare "Ma guarda che blu intenso! Sembra di essere a Rodi!". Era chiaro che la vecchia voleva parlare della vacanza dell'anno prima - è un classico di noi italiani in vacanza . Di Sharm la vecchia signora ne parlerà l'anno prossimo, ad un altro povero conterraneo, mentre visiterà, chessò, Gerusalemme o New York! Mi alzo senza dare spiegazioni e vado sull'altro lato della barca per evitare il tormento del racconto e l'estasi della babbiona!

Due ragazzi, in viaggio di nozze, sorridono al paesaggio, stanno abbracciati riscaldati dall'eternità che li aspetta e non sentono la forte calura d'Egitto. Non credo che lo spettacolo che la natura offriva li interessava più di tanto. Stavano con noi ma il loro spirito era sopra di noi, perso nell'infinito. Quanto durerà questa eternità? Quanto arderà il sacro fuoco della passione per poi essere coperto dalla cenere di tutta la vita? Macchemenefrega! Fatti loro.

L'imbarcazione si ferma dinnanzi alla costa e la guida egiziana ci invita a tuffarci con le pinne e le maschere. Il ragazzino è il primo a tuffarsi, manco a dirlo, ed io lo seguo. Guardo in giù e mi sembra di volare. Sono leggero e mi muovo con grazia. Sto bene, in pace con Dio e con me stesso.
Non ho
NAUSEA
:-)

Thursday, October 09, 2008

ALT !


"Fermate il mondo! Voglio scendere". Era il finale di un carosello pubblicitario di un amaro, che non ricordo.

Il personaggio, alquanto sfigato, la diceva alla fine di tutto quello che gli capitava ogni volta.

Attualissima espressione: mi sembra proprio adatta anche a noi. O sbaglio?

Dai giornali di qualche giorno fa apprendo che i poliziotti di una volante, durante un servizio di posto di blocco o di vigilanza, in una strada di Palermo vedendo due giovani su di uno scooter ritengono opportuno identificarli.

Alla viste dei poliziotti i due, sempre a bordo del loro mezzo, decidono di scappare inseguiti dalle forze dell'ordine ed imboccano controsenso il Viale della Regione Siciliana, una arteria stradale a grande scorrimento veloce ed affollatissima di mezzi.

L'epilogo scontato è che a seguito di un violento incidente frontale con un'auto Pasquale Ferrara e Giuseppe Giuffrida - così si chiamavano i due - muoiono sul colpo. E fin qui nulla di eccezionale: credo.

Ma continuando a sfogliare i giornali leggo che Antonio Ferrara, padre di uno dei due ragazzi morti, non riescendo a darsi pace, dichiara: “Voglio la verità, voglio sapere come si sono svolti i fatti” - sacrosanto desiderio di un padre! - "...chi ha ucciso mio figlio".
Mi verrebbe da urlare all'affranto padre che ad uccidere il ragazzo e l'amico è stato l'ottusità del conducente del mezzo.

Se non avesse imboccato quell'arteria trafficatissima contro mano sicuramente sarebbero ancora vivi ma continuo a leggere.

L'addolorato padre tiene a dichiarare anche che "Pasquale non era un ladro" e che fuggiva alla vista dei poliziotti perchè "l’assicurazione dello scooter era scaduta". Oh per Bacco!

Chi l'ha detto che i padri sono assenti alle esigenze delle famiglie di oggi? L'affranto padre di Pasquale infatti sapeva che lo scooter era sprovvisto di assicurazione ma permetteva che il ragazzo guidasse il mezzo in qualsiasi condizione.

Mi chiedo che cosa avrebbero dovuto fare quei poliziotti alla vista di uno scooter - una Honda 150 cc. - che cerca di dileguarsi, di fuggire. E' il caso di ricordare che il fatto si è verificato alle due di notte a Palermo, dove rapine, omicidi, scippi e furti di scooter sono all'ordine del giorno! Mmmha!

Leggo ancora! "Sulla vicenda il pm di Palermo Annamaria Picozzi ha aperto un’inchiesta a carico di ignoti. Il reato ipotizzato è omicidio colposo." Omicidio colposo o suicidio colposo? Si tratta di un errore di stampa, di un refuso oppure di una ulteriore perdita di tempo della terza carica dello Stato? Mmmha!

Ma perchè mai omicidio, anche se colposo? Credo che la Polizia debba controllare un automobilista o motociclista. Ne va della sicurezza stradale e della cittadinanza. Un qualsiasi utente della strada quindi deve fermarsi ad un posto di blocco della Polizia e se non volesse fermarsi e per un qualsiasi motivo decidesse di scappare sono, come comunemente si usa dire, "cazzi suoi". Se poi decidesse fuggendo di prendere una strada contromano ad alto volume di traffico veloce deve pur mettere in conto che qualche incidente può capitargli, che si può "rompere le corna", come dicono in Sicilia, o no?
E poi c'è il popolo siciliano, di Palermo, che sofferente per la prematura perdita dei due giovanotti di cui l'umanità potrà farne a meno, che fa? dà alle fiamme auto e cassonetti! Auto di cittadini normali, civili con l'unica colpa di avere parcheggiato lì la propria auto. Mmmha!
Ho nausea! il mondo gira al contrario! Voglio scendere!
>:-(

Sunday, September 21, 2008

LESIONI SEMISERIE DI INGLESE

Dopo molto tempo ieri ho rivisto il mio amico Marco. Era da molto che non ci si vedeva per diversi motivi ma nessuno di questi ha mai turbato la nostra amicizia.
Per l'occasione Marco mi ha invitato a cena, a casa sua. "Mi raccomando alle 20.30 esatte!" ha detto.
Conoscendone la pignoleria e l'alto senso che Marco ha della puntualità, mi presento a casa con mezz'ora di anticipo. Mi viene ad aprire Laura, sua moglie, con le mani leggermente infarinate che agita verso il basso. Mi invita ad entrare: un saluto veloce e sparisce in cucina.
Rimango solo in una stanza in attesa che Marco torni dalla pasticceria dove era andato a comprare qualche dolcetto.
Una pila di libri nuovi, libri scolastici, occupano una angolo della scrivania dello studio. Sono i libri di terzo anno di liceo di Piero, il figlio del mio amico.
Ne prendo uno, di inglese, per ingannare l'attesa.
Dopo qualche pagina mi è chiara subito una verità. Mentre l'umanità tutta si è sempre posta le domande "Chi siamo? da dove veniamo? dove andiamo?" gli inglesi, caparbiamente chiusi nella loro isola, si sono sempre chiesti, sin da quando io frequentavo lo stesso liceo intendo, e continuano a chiedersi "Where is the pen?" ed a questa domanda le linee di pensiero sono sempre due e due soltanto "The pen is on the table. The pen in under the table!".
Sfoglio ancora con ansia il libro dove il protagonista Henry studia con Betty, gioca con Paul a cricket che credevo fosse il gioco più noioso del pianeta, ed infine chiede all'amica Lisa (pronuncia:Laisa) se la tazza dove era entrata la lucertola era la sua o quella di Paul.
Rimando esterefatto e sgomento ma, per fortuna, Marco irrompe nella stanza e sorridendo mi saluta abbracciandomi e perquotendomi forte la spalla.
Laura ci invita a sederci a tavola. E' tutto pronto.
Guardo con sospetto l'interno del mio bicchiere. Vorrei chiedere a Laura se ha visto qualche lucertola ma non voglio guastare la serata e rompere un'amicizia secolare.
:-)

Saturday, August 23, 2008

L'ANIMA E LA SPADA

Nel magico splendore di Pechino e Shangai i giochi olimpici stanno per giungere alla loro conclusione.

L'Italia, ad oggi, ha un medagliere di tutto rispetto: 7 medaglie d'oro, 8 d'argento e 10 di bronzo.

Sarebbe potuto andare meglio ma, siamo di bocca buona, ci accontentiamo!
I nostri punti di forza, la scherma ad esempio, ci hanno un po' deluso ma, ri-siamo di bocca buona, va bene così!

Mi sembra che i risultati pratici, le medaglie per intenderci, sono inferiori a quelle ottenute nella passata edizione (per la cronaca 10 ori 11 argenti 11 bronzi) quindi ci sarà un motivo di questa debacle.
Cosa sarà successo?
Cosa ha turbato la Nazione ed i suoi atleti?

Riesco a malapena a dormire di notte! ma finalmente si è squarciata la coltre fitta ed è fatta luce sull'arcano!

Margherita Granbassi fiorettista, due medaglie di bronzo alle Olimpiadi di Pechino, rilascia un'intervista nella quale dichiara, con il senno del poi :" Mi sono sentita in colpa per aver gioito delle medaglie, mentre degli innocenti soffrono".
Mi commuovo, scusatemi!
Come fare, cosa fare in questo momento? Come agire se si è un campione, si è contribuito alla riuscita dello spettacolo olimpico, per poi scoprire che nello stesso momento, nello stesso paese, si reprimevano le manifestazioni del popolo tibetano?
Condivido le stesse domande con il fine giornalaio che si pone i dubbi.
Dopo un periodo di riflessione Margherita Granbassi, la nuova Lady Ostar, due bronzi alle Olimpiadi di Pechino - si è applicata poco la ragazza! - ha preso una decisione.
Mi tremano i polsi, scusatemi!
Quale sarà? cosa fara mai? chiederà un colloquio con il capo Hu Jintao per denunciare pubblicamente le condizioni del popolo tibetano? No.
E senza arroventarmi il cervello conosco subito la mossa politico-sociale-militare della figlia di D'Artagnan. "Il mio gesto pro Tibet: donerò la maschera al Dalai Lama" e continua "La stessa maschera che mi ha protetto a Pechino, vorrei che potesse servire a lui per proteggere il suo popolo".
A questo punto piango, scusatemi!
Il giornalaio, a corto di sensazionalismi aggiunge di suo: "Un regalo simbolico che nel linguaggio di una schermitrice significa difesa e protezione da un avversario che ti attacca".
A questo punto svengo, scusatemi!
La moschettiera italiana, continua l'articolo "vive da tempo il dilemma di un'atleta che ha partecipato ai Giochi di Pechino pur sapendo che la perfetta organizzazione nascondeva ombre nel delicato campo dei diritti umani". Non m'era parso a dire il vero!
"Invito gli atleti che sono ancora a Pechino a fare la loro gara e dopo, soltanto dopo, manifestare a favore del popolo tibetano" continua Lady Oscar con il senno del poi.
Ma ecco la domanda delle cento pistole del fine giornalaio che sembra essere sceso da Alpha Centauri: "Non crede che le Olimpiadi possano servire a qualcosa, magari ad avvicinare la Cina ai valori occidentali?

e Lei, la spadaccina: "A questo punto credo che le Olimpiadi siano state inutili. L'organizzazione impeccabile, lo splendore esibito in questi giorni nasconde altre verità...".
Trasecolo, imploro la verità, bramo la luce ed il sapere!
"...come le medaglie coniate per questa edizione: davanti l'oro, l'argento, il bronzo, dietro la giada che mi risulta provenire dallo sfruttamento di molti lavoratori".
A questo punto, scusatemi ma ho
NAUSEA
:-(

Friday, August 08, 2008

COOPERANTI E COOPERAZIONE 2


Eccola là! Come temevo l'intervista è giunta.

La infermiera professionale amministratrice Jolanda Occhipinti, intervistata appena giunta a Roma ha subito dichiarato: "Sono felice di essere libera, di parlare italiano e di fumare". Evidentemente durante la segregazione non poteva permettersi il maledetto viziaccio!

"Ringrazio tutta la gente che ha lottato con noi". Pochini a dire il vero!

Poi la cooperante umanitaria della Ong Cins (sigh!), che non è la sigla di una organizzazione cinese, viste le olimpiadi, ma di un ente inutile di cui mi piacerebbe sapere di più, ha aggiunto: "Non siamo mai stati maltrattati dai rapitori ma sempre rispettati". Ed io che temevo il contrario!

"Con me non sono mai stati sgarbati o offensivi". Ribelli si ma comunque geltlemen. La gentilezza e la cordialità sono di questo mondo!

"Mi e' mancata certamente la presenza di una figura femminile, dato che erano tutti uomini. Noi eravamo bendati, e non li abbiamo mai visti". Perbacco!

"Comunicavamo con un poverissimo inglese". L'ignoranza è un debito che si paga per tutta la vita!

"I rapitori non ci hanno spiegato i motivi del nostro sequestro: ci sono situazioni molto complesse in Somalia, ma non sembravano avere nulla di particolare contro di noi". Si tranquillizzi Iolanda! Volevano solo denaro. Soldi e basta! "Money money money" cantava Liza Minnelli!

Ed infine la tanto attesa frase di circostanza comune a tutti i sequestri e sequestrati: "Non escludo di tornare nel Paese - conclude l'operatrice umanitaria amministratrice infermiera specializzata cooperante umanitaria della Ong Cins Iolanda Occhipinti - Ho sempre lavorato nella cooperazione; abbandonare la Somalia significherebbe dare ragione ai rapitori". Ragione di che? Ragione di che cosa?

"Non si puo' infatti estendere a centinaia di migliaia di persone, e di bambini, un atto compiuto da pochi individui". Ah i bambini! i bambini hanno sempre bisogno di operatori umanitari amministratori infermieri specializzati cooperanti umanitari della Ong Cins. A volte più delle mamme!
Ho
NAUSEA
:-(


Thursday, August 07, 2008

COOPERANTI E COOPERAZIONE


In estate c'è poco lavoro, almeno c'è poco lavoro per me.

Il più della gente è al mare e qualcuno in montagna perciò avendo ben poco da fare vengo attratto ancor di più dalle notizie dei media:
- Madonna in crisi di nervi e di identità alla soglia dei suoi 50 anni;
- i giochi olimpici che destano preoccupazione a Bush per i diritti umani non rispettati dalle autorità cinesi (sic!);
-
qualche operaio, ormai senza nome, che muore sul posto di lavoro;
- il prezzo della benzina che non sale e non vuole neanche scendere;
- il pane e la pasta che non si possono comprare più mentre le zucchine - fissazione dei bookmakers italiani - ultimamente hanno avuto un calo; insomma niente di nuovo e niente di particolarmente interessante ad eccezione dell'articolo sulla liberazione dei nostri cooperanti in Somalia
Iolanda Occhipinti e Giuliano Paganini, volontari della Cins (Cooperazione italiana nord-sud).

Ricordo ai distratti che i nostri erano stati rapiti all'alba del 21 maggio in una località a 65 km
a sud di Mogadiscio con un blitz armato.

"La Repubblica" di ieri tranquillizza i lettori riferendo che i nostri sono stati trasferiti a Nairobi e potrebbero arrivare in Italia domani. Le loro condizioni sono discrete. Non ci sono notizie invece sul terzo rapito l'agronomo somalo Yusuf Arale.

I tre lavorano per la Cins! Cos'è questa Cins? a che serve o meglio quale è la sua utilità all'umanita?
Vado alla ricerca del sito e trovo che "Il CINS è una ONG (Organizzazione non governativa) costituita nel 1988; è indipendente, non legata ad alcun interesse politico e religioso, riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri Italiano, dalle Nazioni Unite, dalla Commissione dell'Unione Europea, da USAID".

Praticamente con ciò si è detto tutto ed ancor di più niente.

"Lo scopo dell'ONG è quello di promuovere azioni di solidarietà al fine di contribuire al miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni più svantaggiate nei Paesi in via di sviluppo. Per conseguire questo scopo il CINS attua interventi di sensibilizzazione dell'opinione pubblica sulle principali tematiche che affliggono i Paesi in via di sviluppo. Promuove e realizza attività e progetti volti a generare sviluppo locale sostenibile e opera prevalentemente in partenariato con organizzazioni e autorità locali"
.

Peggio che andar di notte!

Seguono due pagine intere, fitte fitte di amenità, scempiaggini e giustificativi al solo scopo di ottenere contributi e quant' altro da chissà chi.

Ma vediamo un po' che lavoro svolgevano i nostri inviati in Somalia.

Sappiamo che Giuliano Paganini si è recato nel Corno d'Africa per donare la sua esperienza di agronomo mentre Jolanda Occhipinti, infermiera specializzata, ha lasciato Ragusa e la sua famiglia per aiutare gli infermi? No!
Per assistere Medici senza Fontiere o Gino Strada? No!
Per vaccinare i bambini o donare sollievo alle popolazioni bisognose? No!
Ma per fare cosa insomma? L'amministratrice!
L'amministratrice di che cosa? L'amministratrice del CINS e basta. Non è dato a sapere altro!

Popolo di santi, navigatori e amministratori gli Italiani! Italiani gente allegra e furba.

Periodicamente mi ritornano in mente le due vispe Terese, Simona Pari e Simona Torretta, anch'esse impegnate per le ONG a dare il loro contributo umanitario pro Iraky monnezza o la lamentosa Sgrena e lo ieratico Torsello nei luoghi di guerra per informare chissà di che la prima o a far niente l'altro con il minimo comune multiplo che per ottenere la liberazione di tutti, Giuliano e Jolanda compresi, lo Stato ha dovuto pagare grossi riscatti. Grossi riscatti in euro o dollari. Moltissimi euro, moltissimi dollari!

Riesco a contenere a forza un senso di fastidio gastrico! Attendo con ansia le interviste che Jolanda e Giuliano faranno alla stampa.
Immagino quali potranno essere le loro risposte. "Siamo stati trattati bene! Non ci hanno fatto alcun male! E' nostra intenzione ritornare in Somalia dove c'è molta gente che ha bisogno di noi! (e noi di loro!)" ed il senso di fastidio gastrico degenera in

NAUSEA
:-(


Tuesday, August 05, 2008

K2


Sul giornale di stamane, "La Stampa", viene riportata per intero la notizia delle fasi del recupero del nostro alpinista,"l'ironman della Valfurva", Marco Confortola.

Si dà ampio spazio ai particolari per il recupero, all'uso degli elicotteri, poi non permesso dalle cattive condizioni climatiche, agli uomini di diversa nazionalità e varia preparazione sia tecnica che medica che lo seguono.

Insomma il nostro "ironman della Valfurva" stà ponendo fine alle tribolazioni che la scalata del massiccio ha imposto.

Il fratello rassicura l'Umanità e l'Eterno che "Marco sta bene, l'ho trovato arzillo". Meno male!

Sempre nel corpo dello stesso articolo, quasi alla fine vengono riportati alcuni numeri, semplici numeri, non importanti per l'impresa del nostro ironman della Valfurva :"il bilancio finale è di 11 morti" e poi anche: "Si piange in Corea del Sud, in Serbia, in Francia, in Irlanda, in Norvegia, da dove erano partite le spedizioni, ma anche in Nepal e in Pakistan, paesi di origine dei quattro portatori scomparsi sulla montagna".

Come dicevo, semplici numeri e basta. Niente di particolare!

"Due di loro sono morti mentre cercavano di salvare i propri clienti con un ultimo e fatale gesto di altruismo".

Toccante anche se vagamente melò!

Al 'Gilkey Memorial', a due passi dal campo base, si piazzano le targhe commemorative (semplici piatti di alluminio su cui è inciso con un chiodo il nome delle vittime).

Gente rude! Gente di montagna! Uomini duri gli ironmen della Valfurva!

Dei quattro portatori nepalesi o pakistani si sconoscono anche i nomi e vorrei conoscere per quanti dollari si sono arrampicati sul K2 carichi come muli. Credo pochi se non pochissimi e poi,
chissenefrega sono poco più o poco meno che numeri in un foglio di giornale!

L'importante è che il nostro "Mazinga Zeta" stia bene e come si apprende dalla notizia che tutto il mondo aspettava giunta via radio dalo stesso "ironman della Valfurva" :"Non ho mai mollato in vita mia, non mollo sicuramente adesso".

Più che una nota del carattere del nostro sembra un oscuro futuro presagio!

Ma gli ironmen della Valfurva non potrebbero pensare di andare al mare in estate? di stare sotto un ombrellone? i nostri Ufo Robots non potrebbero andare ai laghi con i loro ironbabies della Valfurva e giocare con loro o abbracciare e litigare con le loro Ironladies della Valfurva o con i propri Ironbrothers della Valfurva o Ironfathers della Valfurva senza massacrare le scatole al resto dell'umanità e procurarmi queste spiacevoli sensazioni di

NAUSEA
:-(

Saturday, July 05, 2008

FALENE


L'estate è iniziata. L'estate vera intendo. Quella dei 40° gradi all'ombra, delle spiagge, del caldo che ti si appiccica addosso, delle lunghe code sull'autostrada, del parcheggio nelle città di mare facile da trovare come un milione di euro al gratta e vinci , degli ombrelloni a 5 metri uno dall'altro.


L'estate esplode nelle città oggi sempre più popolate, sempre più piene di gente in giro per i negozi alla ricerca di un buon affare da fare con gli sconti che, a dire il vero sono già iniziati da un pezzo, nei pensieri delle famiglie che cercano di fare quadrare il loro bilancio fallimentare usufruendo di quel week end lungo ancora possibile offerto delle agenzie tra luglio e fine agosto.


Ed è nelle spiagge, d'estate, che compaiono le falene metropolitane.


Giovanotti dai muscoli guizzanti in bagno d'olio, crani rasati, denti bianchissimi si muovono ad arte non "per far colpo" ma per apparire, per raccogliere uno sguardo compiaciuto e forse pieno d'invidia da una ragazza o da un uomo o da chiunque, non importa.


C'è anche la sessantenne rifatta da un Mengele che le ha paralizzato le espressioni del viso, le ha gonfiato all'inverosimile le labbra che l'ha resa orribile o quel parrucchiere che le ha reso bionda la chioma che sempre più assomiglia alla canapa da idraulico ma lei crede d'essere invece attraente, "bona" e tostata dal sole della spiaggia cammina sperando di incontrare sguardi e stupore. Meraviglia.


Crisalidi chiuse durante il resto dell'anno nelle palestre, nelle saune e nelle sale operatorie delle cliniche, esplodono per diventar farfalle d'estate, attratte dal sole delle spiagge per poi, con l'arrivo dei primi freddi, ritornare a rinchiudersi nei loro bozzoli fatti di pesi, vapori e sudore.


Mi guardo ed ho la pancetta e solide "maniglie dell'amore" e la mia pelle ha un colore bianco latte e non ho muscoli trofici e nessuno mi guarda. Non sono una falena d'estate io ... ed ho

NAUSEA

:-(

Wednesday, June 25, 2008

CECITA'


Non stò a raccontare i motivi per i quali sono arrivato ad essere orbo, ma per ragioni attinenti al mio lavoro ed anche a causa di un incidente accompagnato da un'ampia dose di sfortuna, è come se fossi stato esposto a 10000 flash esplosi in faccia nello stesso istante, o come se avessi guardato ad occhi aperti il sole per un quarto d'ora.


L'esperienza, questa brutta esperienza se così si può chiamare, è inimmaginabile. Orrenda.
Un dolore forte ed acuto mi colpisce la fronte e le tempie. Apro gli occhi, ancora di più e riesco a vedere solo bianco ancora più abbagliante e devo richiuderli per forza e subito per il dolore. Sento un forte ronzio alle orecchie ma per nessuno scoppio o rumore. Mi sento toccato da mani, mani ed ancora mani. Ma dov'era tutta questa gente? Mi chiedono qualcosa, mi gridano qualcosa, e per risposta muovo solo il capo ed agito in avanti, almeno credo, le mani.


E' il panico! Ho ansia. Ho nausea, sul vero senso del termine.


Poi un medico, mio amico, un oculista, mi esamina, mi "spara" gocce di atropina sugli occhi e vedo bianco ancor più brillante, pulsante. Dolore e poi la diagnosi. "Non è niente! Non c'è danno alla retina, alla macula ed alla cornea. Così come è intatta la sclera, l'iride ed il cristallino. Niente da riferire sul conto della congiuntiva". Ma quanta roba c'è negli occhi? "Si tratta solo di un trauma secondario. Sopravviverai!"


Due grandi "tappi" e per due giorni riposo, riposo estremo, a casa mia!

Sono finalmente a casa, a casa mia, da solo perchè per superbia e per stupido orgoglio non sopporterei la presenza di amici ed il loro cordoglio.

Con un ginocchio colpisco una sedia. Con un piede un'altra ed uno spigolo del tavolo a momenti mi castra.

Gli oggetti e le cose di casa nella mia assenza visiva hanno assunto una vita propria e si muovono, cambiano posto e direzione.

Lavoro un po'? neanche a parlarne! come farei ad accedere al computer e ad internet!

Debbo rilassarmi e non pensare ad altro per 48 ore. Non è la fine del mondo!

Accendo la TV e mi accorgo subito di come l'elettrodomestico, come la chiamava De Filippo, è fatta per i vedenti mentre per i ciechi risulta essere banale e vuota più di quanto lo sia nella realtà. Riscopro la radio ed in particolare i programmi nazionali di Radio Uno e Radio Due.

Ho la loro compagnia e mi è veramente utile. Credo di aver lasciato accesa la radio per tutto il periodo della mia convalescenza.

Stò seduto sul mio divano e sono nervoso.

Non ho fame ma voglio mangiare qualcosa e subito mi chiedo: "come faccio a scongelare i Findus? Come imposto il microonde?" abbandono l'idea e prendo dal frigo delle sottilette che avevo comprato qualche giorno prima. Credo che queste siano state l'unico mio alimento per le 48 ore disperate.
Ma che ore sono? Fa caldo! La radio dice che le temperature sono superiori alle medie stagionali ed il telecomando del condizionatore è sparito. Non c'è! Vaffanculo!


Respiro piano e profondamente. Cerco di acuire gli altri sensi ma non ci riesco oppure ricevo falsi segnali. La voglia di togliermi i tamponi oculari è più forte di me ma resisto e resisto ancora fino a quando, finalmente, trascorrono anche questi due giorni interi e finalmente, dopo aver chiuso per bene le finestre e le luci di casa giungo al momento della verità. Sono emozionato. La mia vista dapprima annebbiata ritorna ad essere normale.
E' sera! Indosso un paio di occhiali scuri e vado per Milano. In Piazza Duomo volgo lo sguardo alle guglie e la Madonnina mi sembra ancora più brillante. Chino la testa per rispetto a Lei e per ringraziare l'Eterno e con la pace dentro di me continuo a passeggiare senza meta e senza scopo per la città.

Questo post non vuole avere una morale ma voglio mettere in evidenza il come non siamo abituati a godere di un bene prezioso solo perchè diamo esso per scontato, perchè è normale, anzi naturale, possedere. Poi quando, ad un tratto, all'improvviso, per il fato o per una maledizione questo bene ti manca ecco che quantifichi quanto esso effettivamente vale, quanto questo è utile anzi indispensabile, quanto poco vale la tua vita senza esso. E basta!
:-)

Thursday, May 29, 2008

N O I A



Come da fasciature trasparenti, avvolgenti ma pesanti e con grossi nodi invisibili la noia mi stritola sino a farmi mancare l'aria, il respiro e la voglia di fare, di dire e, ancor meno, di scrivere e, soprattutto, di litigare.

Non succede più nulla che non sia stato detto e ridetto sino, è il caso dirlo, alla noia.

Ma perchè? Stiamo troppo bene? Dicono sia il malessere della nostra società. Vacci a capire qualcosa!

Ho rotto la macchina. Forse ne ho fuso il motore. Per noia non ne ho controllato i liquidi - olio, liquido freni e liquido del radiatore - ed allora ccrrrannk, un rumore sordo e tanto fumo e carro attrezzi e meccanico e non un preventivo ma la richiesta che sembra una manovra finanziaria di quell'odioso meccanico. Ma chi se ne frega! I soldi vanno e vengono anche se ultimamente vanno ancor più di quelli che vengono!

Ma debbo pur muovermi e scopro i mezzi pubblici con il loro carico di variegata umanità: la ragazzina con piercing al labbro che tortura la tastierina del suo telefonino per un sms che immagino pieno di :-), tvb, xchè, nn, :-( ed altro ancora, la pensionata con una sportina in plastica che si lamenta del governo e del sindaco e del caldo di questi ultimi giorni, un anziano signore ben vestito che scuote la testa per una frenata brusca dell'autista, due uomini, poco più che ragazzi, grandi e grossi, palestrati, tatuati e calvi che parlano delle loro moto e di come pulirle e renderle lucide. Il primo consiglia all'amico un metodo consigliatogli dalla propria madre per la pulitura delle cromature delle marmitte: acqua ed aceto bianco! Poi, all'improvviso, uno di questi viene urtato accidentalmente da un ragazzo e, girandosi di scatto, chiede con un sorriso.... "scusa!". Trasecolo!
Alla fermata di Foro Buonaparte sale una ragazza giovanissima, forse 25enne, con un grosso pancione. Un anziano, credo con oltre mezzo secolo di differenza di età, con un po' di fatica si alza dal seggiolino che occupa, sfiora il braccio della futura mamma e sorridendo le indica il posto che lui le lascia. Non ascolta i "No! la prego!" "Non c'è bisogno!" "Grazie lo stesso!" della giovane ma insiste sino ad averla vinta! Sorride, anzi sorridono, come pure sorride la signora, anziana anch'essa, che occupa il posto di fronte!
Le fermate si susseguono ed ad esse sale e scende gente; ragazzi, anziani, gente di colore, grasse donne con hijab, altre signore con sportine della spesa. Non ascolto più i rumori dell'ambiente ma la mia attenzione è attratta solo dalle espressioni dei visi di quella gente: c'è la ragazzina stanca ed annoiata, l'uomo che guarda insistentemente l'orologio, un altro che guarda fuori attraverso il vetro del bus alla ricerca di chissà cosa o chi e un altro ancora che guarda nel vuoto e rughe e sorrisi e impazienza e calma.
La prossima è la mia. Debbo scendere. "Mi permette?" chiedo ad un operaio dinnanzi alla porta, "La prego!" mi risponde e spostandosi mi porge le sue scuse. Scuse per non aver commesso niente. Scuse di circostanza. Scuse che fanno bene all'anima di chi le porge e di chi li riceve!
Sorrido anch'io. Scendo e vado via!
La noia ce l'ho ancora addosso ma, sbalordisco ancora, è una sensazione piacevole
:-)

Saturday, May 10, 2008

SINISTRI

Mi chiedo: "Ma a cosa serve?" "cosa ci sta a fare?" "perchè non se ne và?" "chi lo tiene?"
:-(

Wednesday, April 23, 2008

EPIDEMIE



Strano paese l'Italia.

Gente strana gli italiani.

Basta sfogliare la stampa e non puoi fare a meno di constatare i fatti e gli avvenimenti che ogni giorno preoccupano e sempre di più riempiono di lutti le nostre città o sporcano sempre di più la nostra immagine.

Strano paese l'Italia.

"Ma è mai possibile?" ti chiedi. "E' mai possibile che in Italia i fatti di cronaca luttuosi assumono un carattere peculiare simile ad una epidemia?"

Qualche anno addietro, ad esempio, i lanci di pietre dai cavalcavia avevavo una cadenza quotidiana. Ogni giorno, da un viadotto, veniva lanciato un grosso sasso contro qualche innocente ed anonimo automobilista. Ogni giorno giù una pietra e giù un articolo nei giornali che riempivano un angolo della loro prima pagina.

Poi, ad un tratto, all'improvviso, come per magia, tutto finisce! O non se ne parla più o sono finiti i sassi da lanciare giù o, sempre meno probabile, si sono estinti i cretini!

Come riempire le prime pagine? Ed ecco che un'anatra presenta i sintomi della terribile, temutissima, pandemica "aviaria". E l'indomani un cigno di un parco e, il terzo giorno, la gallina di un pollaio del centro Italia e poi ancora un fagiano ed un canarino per, alla fine di qualche mese, dopo enormi danni all'economia, come per incanto o per un dono che il dio dei volatili ha concesso agli stupidi umani, tutto finisce, sparisce, avvolto dai secchi spari della criminalità organizzata del sud Italia che ogni giorno uccide qualcuno, ed a volte più di uno, e scalza dalla prima pagina degli stessi giornali i poveri pennuti malati o, forse, guariti.

Strano paese l'Italia! E curiosa l'italica stampa!
"Cosa Nostra" incomincia a dividere le prime pagine dei corrieri, gazzette, repubbliche, giornali, stampe con i nostri ormai pochi, e se continua così sempre meno, operai che, colpiti da uno strano morbo, iniziano a morire in fabbrica. Giornalmente, spesso a coppia, a volte in gruppo sino a quando la cosa non fa più notizia, o ne fa sempre meno, perchè, sempre sulla prima pagina dei corrieri, gazzette, repubbliche, giornali, stampe compare la nuova epidemia: i killer albanesi che stuprano, ammazzano, rubano.
E tra un morto ammazzato, una ragazza stuprata, un operaio caduto da una impalcatura, una papera che non si sente tanto bene, un macigno sul passante di Mestre e, dimenticavo, i sacchi di immondizia di Napoli, tra lo stridore delle grida delle mamme partenopee, tra gli iceberg che si sciolgono vola l'Alitalia, anzi non vola, ma si che vola, anzi no o forse si, ma certo che si, come no! Curioso!
Gente strana gli italiani.
Nauseante paese quest'Italia!
:-(



Wednesday, April 09, 2008

E PERCHE' NON UN....NUOVO PARTITO?

Ultimamente ho visto uno sketch, se non erro su Rai tre, dove un entusiasmante Antonio Albanese dava vita ad un orrido politicante calabro, con una manetta al polso, prova di chissà quali sventure, sgraziato nel parlare ed ancora di più nel rapportarsi con i suoi elettori, questi, sicuramente, molto più ottusi ed orripilanti dello stesso politicante.

Cetto La Qualunque è il suo nome e "Chiù pilu pi tutti!" più che il suo slogan è il suo programma.

Non stò a tradurre nè a chiarire il significato della frase, credo nota a tutti, ma mi chiedo quanti voti riuscirebbe a prendere questo fantomatico movimento, o partito, se si presentasse alle elezioni? Lo squallore di Cetto La Qualunque non è poi tanto differente di alcuni candidati nelle liste dei più blasonati partiti che si presentano nel Lazio o in Sicilia.
Il "programma" è un po' fantasioso ma non più strampalato rispetto a quello dell'uomo precipitato dall'Iperuranio - Ferrando - o più idiota a paragone di quello della casalinga agitata e disperata Flavia D'Angeli e di quel poveruomo di Turigliatto.
Sarei veramente curioso di sapere come relazionerebbe l'On. Cetto La Qualunque con i suoi colleghi nel sancta santorum della democrazia.
Strano a dirsi ma non ho
NAUSEA
:-)

Wednesday, April 02, 2008

ROTTAMAZIONE

Nel 1974 "Compreresti un’auto usata da quest’uomo?" fu lo slogan che inseguì Richard Nixon mentre affondava.
Affondava per lo scandalo Watergate.
Una storia di "cimici" ed intercettazioni che in Italia non avrebbe smosso le coscienze più di tanto ma che negli U.S.A. ha sortito l'effetto delle dimissioni per "impeachment" del Presidente.
Tra qualche giorno saremo chiamati a votare. Mai come oggi questa frase è quanto più attuale.
Un consiglio per tutti noi elettori.
Poniamoci queste foto innanzi e facciamoci la domanda: "Compreresti un’auto usata da quest’uomo?"

o da questo?

o da quest'altro?

o forse da questo?

oppure da questo?

e da questi quì?

e perchè no da questa qui?

Quando, finalmente sarete, saremo, certi della loro onestà commerciale e intellettuale - cosa rara anche se auspicabile - allora, e solo allora, farete, faremo, una bella croce sulla lista e.....via, a dar di stomaco per la...
NAUSEA
:-(

Friday, March 28, 2008

BUFALE E CAPRONI. SEGUITO


Dopo la Corea, il Giappone e la Russia è di oggi la notizia Ansa che anche la Francia pone il blocco delle vendite della muzzarella do paese da tarantella.

Testualmente: "Parigi ha chiesto alle imprese francesi di "bloccare" il prodotto al latte di bufala proveniente dalla Campania, in attesa dei risultati delle analisi."

Ed anche l'Unione Europea non sembra ben predisposta alla tolleranza ed infatti:"UE: GARANZIE NON BASTANO, MINACCIA MISURE ".
Ma a "calare il carico", per usare una terminologia da briscola, ci pensa il Corriere della Sera ed infatti: "Gli animali mangiano erba nei pressi di un sito mai bonificato in provincia di Salerno. Filmato del Comitato ambiente e salute".

Vuoi vedere che finalmente qualcosa può cambiare?
Vuoi vedere che finalmente qualche produttore, dopo una sostanziosa abbuffata delle sue mozzarelle che nessuno vuole più, si decide a spaccare la testa a qualche caprone?

Nell'attesa consiglio sempre una dieta a base di formaggi e latticini che non siano campani per evitarne la possibile

NAUSEA

:-)