Tuesday, August 05, 2008

K2


Sul giornale di stamane, "La Stampa", viene riportata per intero la notizia delle fasi del recupero del nostro alpinista,"l'ironman della Valfurva", Marco Confortola.

Si dà ampio spazio ai particolari per il recupero, all'uso degli elicotteri, poi non permesso dalle cattive condizioni climatiche, agli uomini di diversa nazionalità e varia preparazione sia tecnica che medica che lo seguono.

Insomma il nostro "ironman della Valfurva" stà ponendo fine alle tribolazioni che la scalata del massiccio ha imposto.

Il fratello rassicura l'Umanità e l'Eterno che "Marco sta bene, l'ho trovato arzillo". Meno male!

Sempre nel corpo dello stesso articolo, quasi alla fine vengono riportati alcuni numeri, semplici numeri, non importanti per l'impresa del nostro ironman della Valfurva :"il bilancio finale è di 11 morti" e poi anche: "Si piange in Corea del Sud, in Serbia, in Francia, in Irlanda, in Norvegia, da dove erano partite le spedizioni, ma anche in Nepal e in Pakistan, paesi di origine dei quattro portatori scomparsi sulla montagna".

Come dicevo, semplici numeri e basta. Niente di particolare!

"Due di loro sono morti mentre cercavano di salvare i propri clienti con un ultimo e fatale gesto di altruismo".

Toccante anche se vagamente melò!

Al 'Gilkey Memorial', a due passi dal campo base, si piazzano le targhe commemorative (semplici piatti di alluminio su cui è inciso con un chiodo il nome delle vittime).

Gente rude! Gente di montagna! Uomini duri gli ironmen della Valfurva!

Dei quattro portatori nepalesi o pakistani si sconoscono anche i nomi e vorrei conoscere per quanti dollari si sono arrampicati sul K2 carichi come muli. Credo pochi se non pochissimi e poi,
chissenefrega sono poco più o poco meno che numeri in un foglio di giornale!

L'importante è che il nostro "Mazinga Zeta" stia bene e come si apprende dalla notizia che tutto il mondo aspettava giunta via radio dalo stesso "ironman della Valfurva" :"Non ho mai mollato in vita mia, non mollo sicuramente adesso".

Più che una nota del carattere del nostro sembra un oscuro futuro presagio!

Ma gli ironmen della Valfurva non potrebbero pensare di andare al mare in estate? di stare sotto un ombrellone? i nostri Ufo Robots non potrebbero andare ai laghi con i loro ironbabies della Valfurva e giocare con loro o abbracciare e litigare con le loro Ironladies della Valfurva o con i propri Ironbrothers della Valfurva o Ironfathers della Valfurva senza massacrare le scatole al resto dell'umanità e procurarmi queste spiacevoli sensazioni di

NAUSEA
:-(

Saturday, July 05, 2008

FALENE


L'estate è iniziata. L'estate vera intendo. Quella dei 40° gradi all'ombra, delle spiagge, del caldo che ti si appiccica addosso, delle lunghe code sull'autostrada, del parcheggio nelle città di mare facile da trovare come un milione di euro al gratta e vinci , degli ombrelloni a 5 metri uno dall'altro.


L'estate esplode nelle città oggi sempre più popolate, sempre più piene di gente in giro per i negozi alla ricerca di un buon affare da fare con gli sconti che, a dire il vero sono già iniziati da un pezzo, nei pensieri delle famiglie che cercano di fare quadrare il loro bilancio fallimentare usufruendo di quel week end lungo ancora possibile offerto delle agenzie tra luglio e fine agosto.


Ed è nelle spiagge, d'estate, che compaiono le falene metropolitane.


Giovanotti dai muscoli guizzanti in bagno d'olio, crani rasati, denti bianchissimi si muovono ad arte non "per far colpo" ma per apparire, per raccogliere uno sguardo compiaciuto e forse pieno d'invidia da una ragazza o da un uomo o da chiunque, non importa.


C'è anche la sessantenne rifatta da un Mengele che le ha paralizzato le espressioni del viso, le ha gonfiato all'inverosimile le labbra che l'ha resa orribile o quel parrucchiere che le ha reso bionda la chioma che sempre più assomiglia alla canapa da idraulico ma lei crede d'essere invece attraente, "bona" e tostata dal sole della spiaggia cammina sperando di incontrare sguardi e stupore. Meraviglia.


Crisalidi chiuse durante il resto dell'anno nelle palestre, nelle saune e nelle sale operatorie delle cliniche, esplodono per diventar farfalle d'estate, attratte dal sole delle spiagge per poi, con l'arrivo dei primi freddi, ritornare a rinchiudersi nei loro bozzoli fatti di pesi, vapori e sudore.


Mi guardo ed ho la pancetta e solide "maniglie dell'amore" e la mia pelle ha un colore bianco latte e non ho muscoli trofici e nessuno mi guarda. Non sono una falena d'estate io ... ed ho

NAUSEA

:-(

Wednesday, June 25, 2008

CECITA'


Non stò a raccontare i motivi per i quali sono arrivato ad essere orbo, ma per ragioni attinenti al mio lavoro ed anche a causa di un incidente accompagnato da un'ampia dose di sfortuna, è come se fossi stato esposto a 10000 flash esplosi in faccia nello stesso istante, o come se avessi guardato ad occhi aperti il sole per un quarto d'ora.


L'esperienza, questa brutta esperienza se così si può chiamare, è inimmaginabile. Orrenda.
Un dolore forte ed acuto mi colpisce la fronte e le tempie. Apro gli occhi, ancora di più e riesco a vedere solo bianco ancora più abbagliante e devo richiuderli per forza e subito per il dolore. Sento un forte ronzio alle orecchie ma per nessuno scoppio o rumore. Mi sento toccato da mani, mani ed ancora mani. Ma dov'era tutta questa gente? Mi chiedono qualcosa, mi gridano qualcosa, e per risposta muovo solo il capo ed agito in avanti, almeno credo, le mani.


E' il panico! Ho ansia. Ho nausea, sul vero senso del termine.


Poi un medico, mio amico, un oculista, mi esamina, mi "spara" gocce di atropina sugli occhi e vedo bianco ancor più brillante, pulsante. Dolore e poi la diagnosi. "Non è niente! Non c'è danno alla retina, alla macula ed alla cornea. Così come è intatta la sclera, l'iride ed il cristallino. Niente da riferire sul conto della congiuntiva". Ma quanta roba c'è negli occhi? "Si tratta solo di un trauma secondario. Sopravviverai!"


Due grandi "tappi" e per due giorni riposo, riposo estremo, a casa mia!

Sono finalmente a casa, a casa mia, da solo perchè per superbia e per stupido orgoglio non sopporterei la presenza di amici ed il loro cordoglio.

Con un ginocchio colpisco una sedia. Con un piede un'altra ed uno spigolo del tavolo a momenti mi castra.

Gli oggetti e le cose di casa nella mia assenza visiva hanno assunto una vita propria e si muovono, cambiano posto e direzione.

Lavoro un po'? neanche a parlarne! come farei ad accedere al computer e ad internet!

Debbo rilassarmi e non pensare ad altro per 48 ore. Non è la fine del mondo!

Accendo la TV e mi accorgo subito di come l'elettrodomestico, come la chiamava De Filippo, è fatta per i vedenti mentre per i ciechi risulta essere banale e vuota più di quanto lo sia nella realtà. Riscopro la radio ed in particolare i programmi nazionali di Radio Uno e Radio Due.

Ho la loro compagnia e mi è veramente utile. Credo di aver lasciato accesa la radio per tutto il periodo della mia convalescenza.

Stò seduto sul mio divano e sono nervoso.

Non ho fame ma voglio mangiare qualcosa e subito mi chiedo: "come faccio a scongelare i Findus? Come imposto il microonde?" abbandono l'idea e prendo dal frigo delle sottilette che avevo comprato qualche giorno prima. Credo che queste siano state l'unico mio alimento per le 48 ore disperate.
Ma che ore sono? Fa caldo! La radio dice che le temperature sono superiori alle medie stagionali ed il telecomando del condizionatore è sparito. Non c'è! Vaffanculo!


Respiro piano e profondamente. Cerco di acuire gli altri sensi ma non ci riesco oppure ricevo falsi segnali. La voglia di togliermi i tamponi oculari è più forte di me ma resisto e resisto ancora fino a quando, finalmente, trascorrono anche questi due giorni interi e finalmente, dopo aver chiuso per bene le finestre e le luci di casa giungo al momento della verità. Sono emozionato. La mia vista dapprima annebbiata ritorna ad essere normale.
E' sera! Indosso un paio di occhiali scuri e vado per Milano. In Piazza Duomo volgo lo sguardo alle guglie e la Madonnina mi sembra ancora più brillante. Chino la testa per rispetto a Lei e per ringraziare l'Eterno e con la pace dentro di me continuo a passeggiare senza meta e senza scopo per la città.

Questo post non vuole avere una morale ma voglio mettere in evidenza il come non siamo abituati a godere di un bene prezioso solo perchè diamo esso per scontato, perchè è normale, anzi naturale, possedere. Poi quando, ad un tratto, all'improvviso, per il fato o per una maledizione questo bene ti manca ecco che quantifichi quanto esso effettivamente vale, quanto questo è utile anzi indispensabile, quanto poco vale la tua vita senza esso. E basta!
:-)

Thursday, May 29, 2008

N O I A



Come da fasciature trasparenti, avvolgenti ma pesanti e con grossi nodi invisibili la noia mi stritola sino a farmi mancare l'aria, il respiro e la voglia di fare, di dire e, ancor meno, di scrivere e, soprattutto, di litigare.

Non succede più nulla che non sia stato detto e ridetto sino, è il caso dirlo, alla noia.

Ma perchè? Stiamo troppo bene? Dicono sia il malessere della nostra società. Vacci a capire qualcosa!

Ho rotto la macchina. Forse ne ho fuso il motore. Per noia non ne ho controllato i liquidi - olio, liquido freni e liquido del radiatore - ed allora ccrrrannk, un rumore sordo e tanto fumo e carro attrezzi e meccanico e non un preventivo ma la richiesta che sembra una manovra finanziaria di quell'odioso meccanico. Ma chi se ne frega! I soldi vanno e vengono anche se ultimamente vanno ancor più di quelli che vengono!

Ma debbo pur muovermi e scopro i mezzi pubblici con il loro carico di variegata umanità: la ragazzina con piercing al labbro che tortura la tastierina del suo telefonino per un sms che immagino pieno di :-), tvb, xchè, nn, :-( ed altro ancora, la pensionata con una sportina in plastica che si lamenta del governo e del sindaco e del caldo di questi ultimi giorni, un anziano signore ben vestito che scuote la testa per una frenata brusca dell'autista, due uomini, poco più che ragazzi, grandi e grossi, palestrati, tatuati e calvi che parlano delle loro moto e di come pulirle e renderle lucide. Il primo consiglia all'amico un metodo consigliatogli dalla propria madre per la pulitura delle cromature delle marmitte: acqua ed aceto bianco! Poi, all'improvviso, uno di questi viene urtato accidentalmente da un ragazzo e, girandosi di scatto, chiede con un sorriso.... "scusa!". Trasecolo!
Alla fermata di Foro Buonaparte sale una ragazza giovanissima, forse 25enne, con un grosso pancione. Un anziano, credo con oltre mezzo secolo di differenza di età, con un po' di fatica si alza dal seggiolino che occupa, sfiora il braccio della futura mamma e sorridendo le indica il posto che lui le lascia. Non ascolta i "No! la prego!" "Non c'è bisogno!" "Grazie lo stesso!" della giovane ma insiste sino ad averla vinta! Sorride, anzi sorridono, come pure sorride la signora, anziana anch'essa, che occupa il posto di fronte!
Le fermate si susseguono ed ad esse sale e scende gente; ragazzi, anziani, gente di colore, grasse donne con hijab, altre signore con sportine della spesa. Non ascolto più i rumori dell'ambiente ma la mia attenzione è attratta solo dalle espressioni dei visi di quella gente: c'è la ragazzina stanca ed annoiata, l'uomo che guarda insistentemente l'orologio, un altro che guarda fuori attraverso il vetro del bus alla ricerca di chissà cosa o chi e un altro ancora che guarda nel vuoto e rughe e sorrisi e impazienza e calma.
La prossima è la mia. Debbo scendere. "Mi permette?" chiedo ad un operaio dinnanzi alla porta, "La prego!" mi risponde e spostandosi mi porge le sue scuse. Scuse per non aver commesso niente. Scuse di circostanza. Scuse che fanno bene all'anima di chi le porge e di chi li riceve!
Sorrido anch'io. Scendo e vado via!
La noia ce l'ho ancora addosso ma, sbalordisco ancora, è una sensazione piacevole
:-)

Saturday, May 10, 2008

SINISTRI

Mi chiedo: "Ma a cosa serve?" "cosa ci sta a fare?" "perchè non se ne và?" "chi lo tiene?"
:-(

Wednesday, April 23, 2008

EPIDEMIE



Strano paese l'Italia.

Gente strana gli italiani.

Basta sfogliare la stampa e non puoi fare a meno di constatare i fatti e gli avvenimenti che ogni giorno preoccupano e sempre di più riempiono di lutti le nostre città o sporcano sempre di più la nostra immagine.

Strano paese l'Italia.

"Ma è mai possibile?" ti chiedi. "E' mai possibile che in Italia i fatti di cronaca luttuosi assumono un carattere peculiare simile ad una epidemia?"

Qualche anno addietro, ad esempio, i lanci di pietre dai cavalcavia avevavo una cadenza quotidiana. Ogni giorno, da un viadotto, veniva lanciato un grosso sasso contro qualche innocente ed anonimo automobilista. Ogni giorno giù una pietra e giù un articolo nei giornali che riempivano un angolo della loro prima pagina.

Poi, ad un tratto, all'improvviso, come per magia, tutto finisce! O non se ne parla più o sono finiti i sassi da lanciare giù o, sempre meno probabile, si sono estinti i cretini!

Come riempire le prime pagine? Ed ecco che un'anatra presenta i sintomi della terribile, temutissima, pandemica "aviaria". E l'indomani un cigno di un parco e, il terzo giorno, la gallina di un pollaio del centro Italia e poi ancora un fagiano ed un canarino per, alla fine di qualche mese, dopo enormi danni all'economia, come per incanto o per un dono che il dio dei volatili ha concesso agli stupidi umani, tutto finisce, sparisce, avvolto dai secchi spari della criminalità organizzata del sud Italia che ogni giorno uccide qualcuno, ed a volte più di uno, e scalza dalla prima pagina degli stessi giornali i poveri pennuti malati o, forse, guariti.

Strano paese l'Italia! E curiosa l'italica stampa!
"Cosa Nostra" incomincia a dividere le prime pagine dei corrieri, gazzette, repubbliche, giornali, stampe con i nostri ormai pochi, e se continua così sempre meno, operai che, colpiti da uno strano morbo, iniziano a morire in fabbrica. Giornalmente, spesso a coppia, a volte in gruppo sino a quando la cosa non fa più notizia, o ne fa sempre meno, perchè, sempre sulla prima pagina dei corrieri, gazzette, repubbliche, giornali, stampe compare la nuova epidemia: i killer albanesi che stuprano, ammazzano, rubano.
E tra un morto ammazzato, una ragazza stuprata, un operaio caduto da una impalcatura, una papera che non si sente tanto bene, un macigno sul passante di Mestre e, dimenticavo, i sacchi di immondizia di Napoli, tra lo stridore delle grida delle mamme partenopee, tra gli iceberg che si sciolgono vola l'Alitalia, anzi non vola, ma si che vola, anzi no o forse si, ma certo che si, come no! Curioso!
Gente strana gli italiani.
Nauseante paese quest'Italia!
:-(



Wednesday, April 09, 2008

E PERCHE' NON UN....NUOVO PARTITO?

Ultimamente ho visto uno sketch, se non erro su Rai tre, dove un entusiasmante Antonio Albanese dava vita ad un orrido politicante calabro, con una manetta al polso, prova di chissà quali sventure, sgraziato nel parlare ed ancora di più nel rapportarsi con i suoi elettori, questi, sicuramente, molto più ottusi ed orripilanti dello stesso politicante.

Cetto La Qualunque è il suo nome e "Chiù pilu pi tutti!" più che il suo slogan è il suo programma.

Non stò a tradurre nè a chiarire il significato della frase, credo nota a tutti, ma mi chiedo quanti voti riuscirebbe a prendere questo fantomatico movimento, o partito, se si presentasse alle elezioni? Lo squallore di Cetto La Qualunque non è poi tanto differente di alcuni candidati nelle liste dei più blasonati partiti che si presentano nel Lazio o in Sicilia.
Il "programma" è un po' fantasioso ma non più strampalato rispetto a quello dell'uomo precipitato dall'Iperuranio - Ferrando - o più idiota a paragone di quello della casalinga agitata e disperata Flavia D'Angeli e di quel poveruomo di Turigliatto.
Sarei veramente curioso di sapere come relazionerebbe l'On. Cetto La Qualunque con i suoi colleghi nel sancta santorum della democrazia.
Strano a dirsi ma non ho
NAUSEA
:-)

Wednesday, April 02, 2008

ROTTAMAZIONE

Nel 1974 "Compreresti un’auto usata da quest’uomo?" fu lo slogan che inseguì Richard Nixon mentre affondava.
Affondava per lo scandalo Watergate.
Una storia di "cimici" ed intercettazioni che in Italia non avrebbe smosso le coscienze più di tanto ma che negli U.S.A. ha sortito l'effetto delle dimissioni per "impeachment" del Presidente.
Tra qualche giorno saremo chiamati a votare. Mai come oggi questa frase è quanto più attuale.
Un consiglio per tutti noi elettori.
Poniamoci queste foto innanzi e facciamoci la domanda: "Compreresti un’auto usata da quest’uomo?"

o da questo?

o da quest'altro?

o forse da questo?

oppure da questo?

e da questi quì?

e perchè no da questa qui?

Quando, finalmente sarete, saremo, certi della loro onestà commerciale e intellettuale - cosa rara anche se auspicabile - allora, e solo allora, farete, faremo, una bella croce sulla lista e.....via, a dar di stomaco per la...
NAUSEA
:-(

Friday, March 28, 2008

BUFALE E CAPRONI. SEGUITO


Dopo la Corea, il Giappone e la Russia è di oggi la notizia Ansa che anche la Francia pone il blocco delle vendite della muzzarella do paese da tarantella.

Testualmente: "Parigi ha chiesto alle imprese francesi di "bloccare" il prodotto al latte di bufala proveniente dalla Campania, in attesa dei risultati delle analisi."

Ed anche l'Unione Europea non sembra ben predisposta alla tolleranza ed infatti:"UE: GARANZIE NON BASTANO, MINACCIA MISURE ".
Ma a "calare il carico", per usare una terminologia da briscola, ci pensa il Corriere della Sera ed infatti: "Gli animali mangiano erba nei pressi di un sito mai bonificato in provincia di Salerno. Filmato del Comitato ambiente e salute".

Vuoi vedere che finalmente qualcosa può cambiare?
Vuoi vedere che finalmente qualche produttore, dopo una sostanziosa abbuffata delle sue mozzarelle che nessuno vuole più, si decide a spaccare la testa a qualche caprone?

Nell'attesa consiglio sempre una dieta a base di formaggi e latticini che non siano campani per evitarne la possibile

NAUSEA

:-)

Wednesday, March 26, 2008

BUFALE E CAPRONI


Ritornare a parlare sulla monnezza di Napoli e della Campania è "palloso".

S'è detto tutto e di tutto. La verità, e per verità intendo la realtà, è che non ci sono colpevoli per il disastro che conosciamo. Hegel diceva che ciò che è reale è razionale quindi....

Le colpe sono di tutti e più in particolare del Nord, con le sue imprese, con i suoi scarti ed i suoi veleni che, con l'aiuto della Camorra, venivano, o forse sarebbe il caso di dire vengono, portati nella terra dei mandolini e delle mozzarelle per essere lì sepolti e lì avvelenare suolo, animali, uomini, anime e coscienze. Anzi coscienze no! proprio no!

In un video-servizio giornalistico su reti di Stato, ho visto che in una campagna della Terra di Pullicinella vi era sepolto un intero camion con i suoi rifiuti tossici. Ho proprio detto bene. Un intero camion. Evidentemente era stato più conveniente seppellirlo con tutto il suo carico che scaricarlo di esso e rimetterlo in circolazione.

Non c'è giustificazione! Ma la gente del luogo, le mamme preoccupate per i propri figli esposti al cancro, gli agricoltori per il loro Sammarzano avvelenato, i pastori per le loro pecore con la lingua blu, i mozzarellai, si può dire mozzarellai?, per a muzzarella alla diossina, dov'erano? cosa facevano? è mai possibile che nessuno vedeva, nessuno parlava, nessuno riferiva? E' di oggi la notizia che riporto testualmente:

"Stop alle bufale in Giappone e Corea" ed a breve uno stop arriverà dalla Russia.

Ma, per fortuna il Governo tranquillizza:

"Nessun rischio. No a psicosi. C'è un allarme immotivato sulle mozzarelle alla diossina!"

Il danno economico per quei produttori è di 30 milioni di euro ed il calo delle vendite è pari al 30%.

Vuoi vedere che finalmente qualcuno inizierà a pagare?

Staremo a vedere. Nel frattempo se li mangiassero loro le loro mozzarelle!
Da parte mia consiglio una dieta a base di carne di manzo olandese o argentina e feta greca anche perchè... a me a muzzarella ed il sammarzano non piacciono ed ancora meno quelli alla diossina. Mi ...

NAUSEA

:-(

Monday, March 17, 2008

DOTTORI

La scorsa settimana sono stato invitato a Padova per una laurea. Non è stato un genitore ad invitarmi nè il giovane dottore in ingegneria meccanica ma il mio amico professore, con il quale il giovanotto ha discusso la tesi.

Il mio amico era visibilmente commosso come se fosse lui a laurearsi. Alla mia richiesta sul perchè di tanta emozione Eugenio, così si chiama il mio amico, mi ha detto che è un discorso lungo e mi invita, per quel momento, a fargli gustare tutto l'entusiasmo che la laurea del giovane offriva. Quindi il solito brindisi, le calorose strette di mano, i sorrisi degli amici ed il pianto dei genitori hanno fatto da cornice alla cerimonia ormai alla conclusione.

Son rimasto solo con Eugenio e con questi ci siamo recati ad un pub della zona dove ha ripreso il discorso poco prima interrotto. L'Università italiana, ha detto, è oggi un laureificio o dottorificio se preferite.
Eugenio mi ha poi invitato e condotto nelle classi di ingegneria ove ho potuto notare un professore che spiegava le sue lezioni ad una trentina di studenti che con l'avanzare delle classi, a suo dire, sarebbero divenuti ancora meno. Ciò era sconsolante per lui e devastante per la società e per l'Italia.
Questi ragazzi dopo la laurea hanno lavori sicuri, immediati, aggiungeva. Possono scegliere e possono cambiare rapidamente. Diceva di conoscere due ragazzi che subito dopo la laurea per alcuni mesi hanno avuto una supplenza di matematica presso un istituto tecnico che hanno poi lasciato per un contratto con Piaggio e Aprilia motori. Diceva di conoscere un poco più di un ventenne fisico che con la laurea è stato contattato da Unicredit, una banca, cosa se ne farà una banca di un fisico? Eppure queste facoltà vanno deserte al contrario di altre che scoppiano e che del futuro dei frequentatori ne supportano l'incognita e l'angoscia! Sconsolante!
Quel discorso mi ha profondamente colpito ed ho provato ad infiltrarmi in alcune Università quali il Politecnico di Milano, l'Alma Mater di Bologna e la Sapienza di Roma. Eugenio, purtroppo per tutti noi, aveva ragione. Le classi di Ingegneria erano appena popolate, scarsamente gremite quelle di Meccanica, deserte le facoltà di Matematica e 3, dico tre, studenti in Fisica. Assurdo!
Psicologia, Lettere, Scienza della Formazione e Scienza della Comunicazione straripavano della fauna più strana, di sfaccendati di oggi e "bamboccioni" di domani. Ma che studieranno? Ma cosa avranno da formare e che avranno da comunicare? e a chi se tutti "comunicano" e nessuno ascolta? Misteri d'Italia!
I più fortunati probabilmente scriveranno qualche articolo o qualche libro che nessuno leggerà gli altri saranno disoccupati cronici, precari, disperati, poveracci ma.... dottori. Idioti!
E che dire dei Dottori di primo livello? Militari, poliziotti gente con molta arte ma con poca parte che si fregiano del titolo di dottore in Amministrazione dello Stato (sic!) o in Sicurezza Sociale o che altro? Mi risulta che Siena, l'Università degli Studi di Siena riconosce l'esperienza pregressa e "vende" i titoli di laurea a questa gente per circa 300,00 euro! Lasciamo perdere!
Capitolo a parte merita Giurisprudenza dove i futuri avvocati sono molti in ognuna delle Università ma, si sa, gli italiani sono litigiosi e per questi c'è qualche speranza.
ILLUSIONE NAUSEANTE
:-(

Thursday, February 28, 2008

ZOMBIE

Ma che succede in Italia?
Il Governo è appena crollato miseramente, affossato dalle stesse coloratissime e strane alleanze, colpito a morte da due virus capaci di celarsi e trasformarsi quando l'ambiente non è a loro più favorevole ed idoneo e dalle 281 pagine di un programma cretino che doveva accomunare tutta l'Armata Brancaleone, che sulle TV, sia di stato che pubbliche e cioè pagate dai contribuenti con 106,00 euro annuali di abbonamento, ricompaiono le stesse facce, con le stesse amenità un po' ritoccate, un po' incipriate, sempre con nuove ricette miracolistiche per l'economia, per la famiglia, per il lavoro ed altro ancora.
La star onnipresente dei media è Bertinotti. Lo trovi ovunque e quasi sempre in seconda serata, forse perchè è chic!.
Ieri era a Matrix che, intervistato da un ridanciano Mentana, elencava i problemi dei lavoratori che non raggiungono la fine del mese - che noia! - che rischiano la vita nelle fabbriche - che barba! - che rischiano il posto di lavoro - che palle! - il tutto con una "R" moscia che sa poco di popolo ma, come dire, è così chic!
Altra star è Casini. Orfano di padre e di partito cerca sponsor e voti e quindi anche lui elenca con promesse per la famiglia - che noia! - per il lavoro - che palle!.
Meno male che c'è Berlusconi. Anche lui si fa vivo. Non un programma! Non una certezza! Ma almeno, sorridendo, promette interventi per la famiglia - che noia! - per il lavoro - che palle!.
Basta con la politica ed i politicanti!

C'è il Festival di Sanremo con una media di 9 milioni di ebeti italiani che lo seguono attaccati al video. Canzoni assurde, brutte e di una noia mortale. Cantanti stupidi che stanno al gioco del presentatore rispondendo con delle battute da suicidio. Pazzeeeeesco! Scleranteeeee! .....come dicono le italiche squinziette che riempiono le nostre città!
Mi chiedo: Ma non era meglio quando il presentatore di turno, con il suo completino da sera, si presentava sul palco e rivolgendosi ad un pubblico, venuto lì per assistere ad uno spettacolo di canzoni, leggeva da una cartella "di Tizio, Caio, Sempronio, "Amore, sole, cuore", dirige il Maestro Bombardone, canta Francesco Vattelapesca". Quindi entrava lo stronzetto che ragliava quelle quattro strofe, accompagnato da più o meno quattro note stonate ed al termine della fatica - ma guarda un po' cosa dico! -, raccoglieva gli applausi e se ne andava a fare in culo una volta per sempre?
Ed invece oggi c'è sempre lo stronzetto che raglia sempre le sue quattro strofe sempre accompagnate da quattro note stonate ma, prima di raccogliere l'applauso di un pubblico annoiato, venuto lì perchè è chic!, ed ancor prima di andarsene a fare in culo una volta per sempre deve sorbirsi e farci sorbire le battute del Pippo televisivo che, ad onor di cronaca, mai nessuno è riuscito a far ridere.
Poichè ho avuto modo di leggere quanto costa il Festival italiano agli italiani e, credetemi, la cifra è, come dire!, cospicua, a 6 zeri, non sarebbe opportuno o, forse è opportuno dire sacrosanto fare smettere questa idiozia che continuiamo a chiamare Festival della Canzone Italiana, mandare a nanna i 9 milioni di ebeti ancora attaccati al video e cacciare a calci nel culo i Pippi, i Mike, le vallette brune e more e tutto il Circo Barnum di cui stiamo parlando?
NAUSEANTE
:-(

Thursday, February 21, 2008

CREATIVITA'


B A S T A
Pausa di riflessione.
:-(

Saturday, February 02, 2008

GLI ALTRI SIAMO NOI

Non credo sia opportuno nè giusto scrivere sempre su qualcosa di brutto o fastidioso. Invece voglio narrare di una sensazione allegra anche se, tra le righe, si può anche cogliere uno stato non proprio giocoso.

Sono a Catania. La giornata è fresca ma un sole brillante illumina case, strade e persone. In via Etnea, un lungo nastro nero in pietra lavica che quasi dal mare arriva dritto dritto su, o forse dentro, l'Etna, la gente si muove, corre, aspetta l'autobus, conversa ed il tutto nel più totale "casino".
A Catania la gente non sa sussurrare. Urla. Urla nel chiedere informazioni. Urla nel darle. Urla anche nei gesti. Si agita, senza bisogno alcuno, per segnalare la loro presenza ad un autista di un pullman. Una madre impreca se al proprio bambino cade qualcosa per terra. Una ragazzina grida qualcosa al suo ragazzo che ride forte urlando. Persino i Vigili gettano l'anima dentro i loro fischietti per far muovere autovetture che sono impossibilitate a farlo a causa di un traffico ormai collassato e, nel frattempo, urlano anche loro e fanno urlare i clacson.

L'ho sempre sostenuto: l'esasperazione è parte integrante di queste genti del Sud come l'affetto o l'odio o i sapori e gli odori. Possono piacere o non piacere. Non c'è via di mezzo!
Ma, dicevo, sono a Catania. Scendo in strada dalla stanza del mio hotel in centro a via Etnea e mi accorgo che con me scende una comitiva di circa una dozzina di anziani turisti tedeschi credo, o americani. Non ha troppa importanza.

Esco dell'hotel e vengo investito da un terribile suono di una marcetta che dovrebbe essere la celebre Cucaracha. L'orchestrina è composta da una tuba, un trombone, due trombe, due piatti, un rullante ed una grancassa. Ogni componente della banda suona in modo da coprire gli altri ed il suono è assordante ed, al tempo stesso, allegro. Davanti all'orchestrina un fercolo dorato, alto circa 6-7 metri, in un esasperato stile barocco contiene 4 loggette con quattro santini all'interno sormontati da una grossa sfera adorna di fioni attorno alla quale tre putti obesi, dorati anch'essi, lievitano assicurati da un solido ferro che li collega al fercolo, sotto la sfera bandiere e luci.

Dopo una breve sosta, sei uomini, volgari nei gesti e nell'aspetto, grassi e sudati, con delle strane imbracature fatta di sacchi e robuste cinghie, ad un urlo di comando sollevano da terra quella statua, pesantissima a vedere le facce di quei cafoni, e con un passetto veloce di marcia sincronizzato si muovono in avanti per circa quaranta metri, accompagnati dallo spaventoso urlante suono dell'orchestrina.

Anche i turisti stranieri che erano scesi insieme a me vengono investiti da quell'urlo, da quella luce, da quel frastuono. Non posso fare a meno di guardarli. Sono immobili. Hanno gli occhi "a palla". Non un gesto. Non un sorriso o una smorfia di disappunto. Forse respirano appena.

I turisti, che tutto fotografano, stanno li fermi, immobili, spaventati. Non una parola tra loro, non una foto. Non credono a loro stessi e a ciò che vedono!

Non posso fare a meno di sorridere ed.....andare via!
:-)

Thursday, December 13, 2007

NATALE


Giro per le strade di Milano vuote dello spasmodico traffico probabilmente più a causa dello sciopero dei camionisti e della conseguente mancanza di carburante che per l'avere aderito all'invito a non usare i propri mezzi di locomozione lanciato dalla sindaco Moratti o dagli onnipresenti vischiosi Verdi impegnati a salvare il pianeta e a fare cadere i governi.

Le solite vetrine sfavillanti e le solite luminarie di Natale anticipano la festa e mi ricordano gli impegni verso i miei amici e qualche mio nipote. I regali sono di circostanza. Un cavatappi a Marcello, una macchinetta a Piero, un utilissimo segnalibri in metallo con un pendente di pietre a Paola, un libro, che mai leggerà, a Dario e qualche altra piccola stronzata di tal genere e circa 300 euro sono volati via. Ma è Natale e poi, cribbio!, riceverò anch'io qualche regalia che mi ripagherà della spesa. O no?

Passerò le feste in famiglia. La cosa non mi dispiace ma, ammetto anche che mi brucia lo stomaco se penso che qualche giorno addietro sono andato presso una agenzia viaggi, la mia agenzia viaggi, per acquistare un pacchetto per un week end lungo a New York per Natale senza aver potuto trovare alcun posto negli aerei. Ma che fanno gli italiani? Non arrivano alla fine del mese con lo stipendio e vanno a New York per dimenticare o per distrarsi? Ma ho la risposta dai media: I viaggi sono favoriti dal cambio euro-dollaro favorevole! Ora è tutto più chiaro. Non so cosa ma è chiaro!
Ma, dicevo, girando per le strade del centro di Milano vedo a ogni angolo, ragazzi con visi allegri e treccine chiedono fondi per la lotta contro la droga, ma la loro espressione tradisce il loro nobile impegno, per un aiuto all'Emergenza Darfur anche se, credo, non sanno di che si tratti, per gli sfollati, per il popolo del Tibet, per le famiglie delle vittime sul lavoro, per il Popolo Palestinese, onnipresente, per il centro sociale vattelappesca ed altro ancora.
Un punkbestia mi si avvicina con un bicchiere di metallo e non so se mi indica i due cani randagi di grossa taglia o il suo amico ubriaco e catatonico sul bordo del marciapiedi. Mi chiede una mancia. Lo allontano da me. Indietreggia in modo istabile e passa ad un altro passante che fa la stessa cosa.
In perfetto clima pre-natalizio, non credo a me stesso, ma ho visto, anche se per un flash, il Dalai Lama, premio Nobel per la pace, l'uomo più innocuo, più pio e gentile del mondo intero. Una divinità per moltissimi e per me un vero galantuomo. Un uomo non invitato nelle stanze del Parlamento Italiano perchè scomodo ma dove nelle stesse stanze è stato accolto ed applaudito un vero terrorista, squallido, orripilante, balbuziente: Muḥammad ʿAbd al-Raḥmān al-Raʾūf al-Qudwa al-Ḥusaynī in arte Yasser Arafat.

Non so perchè ma la mia attenzione viene attratta dalle locandine dei cinema. con i soliti films di Natale, con i soliti nauseanti De Sica, i Boldi, le bonazze dell'ultima ora e l'impegnato e cerebrale cinema italiano fatto con pochi spicci per ancor per più pochi culturali amanti del genere.

Ma è Natale e, quindi, un buon Natale a tutti. Anche agli Stefio, Cupertino e Agliana dei quali si è persa ogni traccia più di quando erano sequestrati. A Giuliana Sgrena e Daniele Mastrogiacomo impegnati nelle redazioni di qualche loro profondo articolo che, probabilmente, a nessuno fregherà più di tanto. Allo ieratico Gabriele Torsello scomparso ed accolto, spero, tra le braccia di Allah. E alle vispette Terese che, tra una sportina di immondizie e qualcos'altro di utile per le loro remunerose comunità, risponderanno al mio augurio.
:-)

Tuesday, December 11, 2007

DANNI COLLATERALI

L'Iraq come l'Afghanistan: o velo o morte
Per le squinziette e bacchettoni nullafacenti cultori del sacro suolo dell'Islam provo a riportare integralmente quanto oggi apparso su http://www.lastampa.it/ - angolo dei giornalisti, Carla RESCHIA. So, a priori, che l'autrice dell'articolo non "ha capito nulla di ciò che rappresenta la religione" e che "l'interpretazione che l'Occidente vuol dare di essa è offensiva per tutto il popolo musulmano" ma A ME MI PIACE come spero che piaccia ad altri.

Minacciate le studentesse cristiane, che non lo portano. Già 40 donne sono state uccise dalla "polizia religiosa"

O il velo o la vita. Tra i mille orrori del libero Iraq c'è anche la definitiva eclisse della tolleranza religiosa. Ne stanno facendo le spese soprattutto i cristiani, un tempo solida e rispettata minoranza, oggi perseguitati in fuga all'estero, non appena possibile.

L'ultimo episodio, ne riferisce il Sunday Times, è una bruttissima storia di minacce e ricatti nei confronti delle poche studentesse cristiane rimaste all'università di Bassora.Nel sud dell'Iraq gli sciiti sono stati a lungo una maggioranza priva di potere e vessata, essendo il governo in mano al sunnita Saddam Hussein e al suo clan.

Oggi, sono una comunità religiosa divisa e rissosa, sempre più attratta dall'ideologia fanatica, dai metodi, e dal denaro, del confinante Iran, pure sciita.Ecco allora che una delle tante milizie sciite che si sono autoincaricate di vigilare sulla pubblica moralità, ha preso a pattugliare l'università di Bassora, in cerca di teste femminili scoperte.

Un giorno, mentre si trovava con altre ragazze, Zina, una studentessa cristiana, è stata avvicinata da miliziani sciiti noti nella zona, che le hanno detto: «Ieri vi abbiamo chiesto di indossare il velo, perché siete venute senza coprire i capelli?».

A quel punto, racconta Zina all'inviato del giornale, «il terrore ha invaso i nostri cuori. Avevamo spiegato il motivo per il quale non indossavamo il velo, essendo noi cristiane, ma loro ci hanno risposto che potevamo fare quello che volevano fuori del campus universitario, ma non al suo interno». Le minacce sembrano piuttosto concrete.

Secondo la sicurezza irachena negli ultimi cinque mesi almeno 40 donne sono state uccise dai miliziani sciiti perché non volevano indossare il velo. Alcune di loro insieme ai loro figli. Ma non bisogna trarre conclusioni affrettate sulla misoginia degli integralisti islamici. Sono stati ugualmente minacciati studenti maschi, con l'unica colpa di essere sunniti.

Secondo uno di loro, Ahmad, 19 anni, nel campus universitario di Bassora esisterebbe una «polizia religiosa», composto da simpatizzanti del regime iraniano, che controlla il comportamento dei ragazzi, intervendo in modo brutale quando vede uomini e donne insieme, imponendo ai maschi di portare la barba lunga e i capelli corti e controllando che sui telefonini degli studenti non ci siano musiche o video contrari alla morale islamica. Vi ricordate i taleban?

NAUSEANTE
:-(

Monday, December 10, 2007

IL LAVORO RILASSA E DISTENDE


I fatti di cronaca italiani si succedono con una rapidità tale che è difficile poterli seguire. A dire il vero non è che questi avvenimenti possano interessarmi più di tanto e, in qualche caso, della cosa nu me fila de pezza e se penso che Bruno Vespa per i prossimi mesi, speriamo, o anni, ho gli incubi, ci tormenterà con i RIS di Parma, i plastici del teatro del crimine e i soloni della Criminologia e del Diritto, già mi sento male adesso.


Ma non è di questi che voglio scrivere ma di come questi avvenimenti vengono proprio scritti ad opera di pennivendoli e scarbocchianti giornalai nazionali.


La notizia che oggi occupa i video e le pagine dei media è l'incendio alla fabbrica torinese ThyssenKrupp.

Giorno 6 dicembre, data del fattaccio, il giornale nazionale per eccellenza. Il Corriere della Sera, scriveva: "Torino, incendio in acciaieria: due morti. In fiamme nella notte un reparto della ThyssenKrupp. Nove operai feriti, cinque sono ustionati"

Giorno 7 dicembre, esattamente un giorno dopo, l'altro giornale nazionale per eccellenza , La Repubblica, ci angosciava con "Torino, incendio alle acciaierie. E' strage: morti altri tre operai"


Massimo rispetto e cordoglio per quella povera gente deceduta per il lavoro e sul posto di lavoro per poco più di un migliaio di euro al mese. Non è mia intenzione fare del sarcasmo sul fatto grave in se ma per come questo viene gestito dai famigerati media.


Quale è l'unità per misurare la morte? un morto = incidente, due morti = fatto grave, 4 morti = strage? E per essere strage occorrono anche i feriti? Bastano quelli lievi? oppure occorrono i feriti gravi, in coma irreversibile?


Spero e prego che i feriti delle acciaierie della ThyssenKrupp di Torino guariscano al più presto ma, mi chiedo, se dovesse spegnersi qualche altro operaio sarebbe opportuno parlare di genocidio?


NAUSEANTE

:-(

Saturday, November 10, 2007

MALA TEMPORA CURRUNT ovvero MEDITATE GENTE! MEDITATE


Da “Il Giornale” del 10.11.2007, pagina 14.-

L’iman dà lezioni in TV “Come picchiare le mogli senza fare peccato”.

Certo non tutti i musulmani la pensano così ma lo zelante predicatore saudita Muhammad Al Arifi, interprete del Corano e del pensiero del Profeta per la televisione libanese LBC, ha pochi dubbi. I suoi insegnamenti televisivi ai futuri mariti lasciano poco spazio all’immaginazione. Le botte, a sentir lui, sono una componente essenziale della vita coniugale, come il buongiorno del mattino ed il bacio della buonanotte.
“Allah – spiega ai suoi allievi il religioso saudita – ha dato all’uomo un corpo più forte delle donne”. Questa dotta considerazione diventa una pietra angolare per spiegare l’inevitabilità delle busse, la legge del più forte che ogni moglie farà meglio a comprendere e ad accettare.
Loro, le donne, hanno ben poco da lamentarsi :”il Signore le ha dotate di corpi delicati, fragili, soffici perché loro usano meglio le emozioni del fisico….mentre l’uomo deve per forza usare le mani per riportare la moglie alla disciplina, lei può convincerlo usando le lacrime”. Insomma lui magari la picchia, ma lei può rifarsi con una bella frignata. “L’uomo – precisa il dotto Al Arifi – è condannato ad infuriarsi, la donna ottiene quel che vuole piangendo e facendo leva sulle emozioni”. L’impari battaglia – fa intendere il religioso – è impossibile da vincere ed i maschietti dopo aver strillato una, due, dieci volte non possono che passare all’azione. Attenzione, randellare la moglie non è né immediato né inevitabile.

Prima di farla nera ci sono almeno due passaggi obbligati: “Prima metterla sull’avviso, una due tre quattro anche dieci volte, se questo non basta incominciate con il non farvi trovare a letto”. L’abbandono del talamo, assicura Al Arifi, dovrebbe bastare. Una moglie non vedendo il marito coricarsi dopo una giornata di silenzi dovrebbe capire che è ora di fare marcia indietro”.
Ma ci sono anche le cocciute, le egoiste. Sono quelle così sicure di sé e così convinte di avere sempre ragione da dire fra sé e sé: “Grazie a Dio se n’è andato per i fatti suoi, così avrò tutto il letto per me, potrò dormire da sola e rotolarmi da una parte all’altra come piace a me”. Quando la moglie supera anche quell’estrema soglia d’impertinenza, il povero marito deve per forza ricorrere a quella che Al Azifi chiama “terza opzione”. “Bastonarla”, semplifica soddisfatto il pubblico dello studio televisivo. Al Arifi scuote la testa, sorride per tanto sano e naturale impeto. “Questo è giusto, ma come si fa a bastonarla, sentiamo un po’…” Alla fine tocca al religioso spiegare la raffinata arte delle botte coniugali. Innanzitutto niente colpi al viso. La regola del resto vale anche per asini e cammelli: “Se volete far camminare un cammello o un asino non potete colpirlo in faccia, quel che vale per le bestie deve valere anche per gli esseri umani”. Sbaglia anche chi risparmia alla moglie denti rotti e occhi neri, ma la legna sul resto del corpo.
Il segreto, consiglia, Al Arifi, sta nell’interpretare la regola islamica che impone di colpirla “con un bastoncino” ma non mettere mano a bottiglie, spranghe o coltelli. “Fate attenzione – aggiunge il dotto Al Arifi – ad usare un bastoncino sufficientemente gentile” perché menare un somaro o la moglie non è proprio la stessa cosa. “Un asino comprende solo le botte, ma una donna e, in genere, più sensibile alle emozioni”.
E via via altre dotte amenità in tal senso per far meglio comprendere infine che le donne vanno percosse a volontà ma con virile lucidità e mascolino giudizio.
Credo che non sia opportuno aggiungere altra considerazione alla già provata
NAUSEA
:-(

Monday, October 29, 2007

BRUTTI SPORCHI E CATTIVI

L'Avvocatura generale dello Stato ha chiesto il conto del 2001: 2,5 milioni in totale. Adelaide Cristina Gaggio in Giuliani detta Haidi - come quella capra lì -, la madre del giovane ucciso durante gli scontri i Piazza Alimonda, commenta con amara ironia :"Dopo le richieste di risarcimento di 100 mila euro a testa ai 25 imputati del processo di Genova da parte dello Stato, mi aspetto che qualcuno venga da me e Giuliano prima o poi a chiederci i danni perchè il sangue di nostro figlio Carlo ha sporcato la pavimentazione della piazza".
Lo Stato certamente no ma l'Arma dei Carabinieri potrebbe chiedere un qualche risarcimento, credo, anche perchè la buonanima aveva un estintore in mano e non c'era alcun incendio. Perchè aveva un cappuccio ed a Genova non c'era proprio tutto quel freddo che la vecchia vuol fare intendere.
Perchè aveva rotto le palle e poichè adesso per forza di cose non li può rompere più ci pensano la vecchia e suo compare Giuliano che, trombato alle elezioni, è scomparso nel nulla da dove era venuto lasciando spazio e tribune alla nauseante capra!
:-(

Thursday, October 25, 2007

FATTI & MISFATTI

Ignoti hanno gettano un liquido colorante: ora l'acqua di un celebre monumento, la Fontana di Trevi, è tutta di colore rosso.

Le indagini hanno portato all'identificazione dell'autore dello stupido gesto. L'idiota si chiama Graziano Cecchini, un 54enne, precario, senza lavoro con simpatie politiche per la destra.

Niente di eccezionale. Tutto già visto. Il solito imbecille con il solito stupido gesto. L'articolo non dovrebbe avere alcun altro seguito se non quello delle vicende giudiziarie che l'idiota dovrebbe necessariamente subire ed invece......

Il Giornale di martedì 23 ottobre 2007, in 20° pagina - interni - riporta un articolo, una intervista al fotografo Oliviero Toscani. Il titolo "Quell'uomo è un genio: lo invidio" la dice tutta. Alla domanda del giornalista: "Lei, quando ha visto la foto, cosa ha pensato?" il fotografo testualmente risponde :"Che invidia! eh eh..." e continua "....ho visto quel quadro: L'ho visto ed ho pensato geniale!" e come se non bastasse "La cosa che più mi affascina sono le suggestioni che l'immagine evoca. I veri messaggi sono quelli che arrivano al subconscio....è un'immagine di fertilità inequivocabilmente positiva" Il giornalista, credo un po' basito, continua non con una domanda ma con una affermazione :"Si potrebbe dire che alla Fontana di Trevi non serve pubblicità" e il Toscani, sconvolto e piccato :"Ma sono pazzi? Questo è un paese semi cadaverico. Se nel mondo vedono quella foto penseranno che c'è ancora un anelito di vita. Magari! Forse dovrebbero pagarlo questo presunto vandalo".

Aggiungere parole ad altre parole mi pare inutile. Ma mi chiedo: Non pensa l'occhialuto fotografo che frasi come le sue possano innescare gesti somiglianti pericolosi per i nostri monumenti? Non vede il nostro barbuto fotografo che le nostre città sono imbrattate da scarabocchi che i nostri giovani idioti chiamano tags mentre l'intellighenzia pastasciuttara chiama graffiti ed a volte espressività della nostra gioventù che grida in questo modo per essere ascoltata e cazzate del genere? Non teme il nostro famoso fotografo che l'emulazione possa subire una spinta che io ritengo possa essere deleteria?

Tremo al pensiero che un intellettuale possa con una lama tagliare una tela, la Primavera del Botticelli ad esempio, per "vedere oltre l'arte"!

Mi dà l'ansia l'idea che un giovinetto che "grida con i gesti ad una società che non vuole ascoltare" possa scrivere con smalto rosso "Cinzia ti amo" sul muro del Palazzo della Signoria o sul Colonnato di San Pietro.

Mi chiedo ancora ma a voi simili gesti e leggere simili articoli non vi danno la
NAUSEA ?
:-(